Sicurezza
Nove profughi rifiutano il trasferimento a Saline
Gli stranieri non gradiscono la destinazione perché troppo lontana da Pisa La sindaca di Ponsacco incontrerà il prefetto per la questione Brichotel
PONTEDERA. Abituati a vivere in una cittadina come San Giuliano Terme, a due passi da Pisa, non sono voluti salire sul pulmino che li avrebbe portati a Saline di Volterra. Questa, in estrema sintesi, la storia che c’è dietro al rifiuto di un gruppo di nove profughi di trasferirsi in Valdicecina e che ieri mattina, allo svincolo della Fi-Pi-Li, ha costretto all’intervento la polizia. Alla fine, però, i richiedenti asilo sono stati riportati vicino alla Torre pendente.
Un tema, quello dell’immigrazione, che oggi sarà caratterizzato da un presidio di Forza Nuova davanti all’ex Brichotel di Ponsacco, dove vivono circa 40 profughi. I recenti episodi di violenza, con tre stranieri denunciati, hanno portato la sindaca Francesca Brogi a chiedere un appuntamento al prefetto, Angela Pagliuca, per chiedere che la struttura venga svuotata e che l’accoglienza venga fatta in maniera diffusa.
Ieri, intanto, c’è da registrare il fatto curioso che ha coinvolto la Croce Rossa di Volterra. L’associazione di volontariato gestisce un centro di accoglienza a Saline di Volterra che ha una capienza di venticinque persone. Attualmente ce ne sono dodici, tutti uomini. Il numero degli ospiti sarebbe dovuto salire a ventuno, proprio per l’arrivo dei nove provenienti da Pisa. Il mezzo della Croce Rossa è regolarmente partito dalla città etrusca in direzione Pontedera, dove un altro mezzo della stessa associazione era partita per il “rendez vous” allo svincolo della superstrada. Il programma prevedeva lo scambio di pulmini per il trasferimento in Valdicecina. Ma qui c’è stato il rifiuto con l’intervento della polizia e il ritorno dal centro di accoglienza da cui erano partiti.
Un fatto curioso alla vigilia di una presenza “ingombrante” come quella di Forza Nuova a Ponsacco, scenario di problemi legati all’immigrazione, ma anche di storie positive, come spiega la sindaca Brogi: «È vero, ultimamente ci sono stati episodi negativi. Ma ci sono anche tanti esempi di ragazzi che, in attesa dei documenti per la richiesta di asilo, partecipano a progetti organizzati dal Comune, ma anche dalle associazioni di volontariato. Molti dei profughi che ospitiamo a Ponsacco si sono dati un gran da fare per rendersi utili. Purtroppo, però, il modello di accoglienza all’ex Brichotel prevede la presenza di oltre 40 persone che, secondo noi, deve essere diversa. Serve accoglienza diffusa. Ed è questo che chiederò al prefetto quando c’incontreremo a Pisa». (a.q.)
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