Sicurezza
Insegnante non riscuote lo stipendio da settembre
Pontedera: Milena Tolomeo ha un contratto fino al 30 giugno al Fermi. "Il problema è burocratico. Ma questa situazione è diventata insopportabile"
PONTEDERA. Trentacinque anni, il sogno di un posto a tempo indeterminato come insegnante di materie agrarie in un istituto superiore, il secondo figlio e il contratto a termine all’istituto tecnico Fermi di Pontedera. Un tourbillon di emozioni per Milena Tolomeo, ma anche di arrabbiature, visto che non riscuote dall’inizio dell’anno scolastico per un problema burocratico. La docente vive a Calcinaia col marito e il primo figlio. Ora è a casa per la maternità, ma sta vivendo una situazione particolare, tra rimpalli di responsabilità e di rinvii per ottenere quello che le spetta, il salario.
«Quando ti assumono firmi un contratto che prevede il rispetto di doveri ben precisi e sacrosanti – racconta – Tu ti comporti bene, ma non sempre vieni ricompensata. E non ce l’ho con l’istituto Fermi, perché non è colpa del personale della scuola di Pontedera». Riavvolgendo il nastro della vicenda, arriviamo all’anno scorso, quando Tolomei aveva avuto un incarico annuale come insegnante di sostegno proprio al Fermi. Poi è arrivato settembre 2017 e la nuova assunzione fino al 30 giugno 2018. Ma questa volta la docenza è per materie attinenti alla sua laurea in agraria: economia ed estimo.
«Finalmente, mi sono detta – spiega Milena – Poi, a distanza di un mese sono cominciati i problemi che, purtroppo, avevo già vissuto l’anno prima. Ma che si erano risolti velocemente, a differenza di ora». In pratica, da settembre a oggi non sono ancora stati accreditati stipendi sul conto della professoressa. «Ho aspettato dicembre, poi ho fatto la segnalazione alla segreteria del Fermi – spiega l’insegnante – La verifica successiva ha evidenziato un’anomalia nel sistema dei pagamenti, è stata inviata anche una segnalazione tramite posta certificata all’ufficio stipendi di Pisa, informandolo del problema».
Il mese successivo, non vedendo ancora nessun bonifico, la docente chiama l’ufficio stipendi; «Ci hanno detto che il problema dipendeva dal Fermi e che doveva essere fatto l’inserimento a mano del contratto sul sistema». Da Pontedera parte un’altra mail certificata, ma l’effetto è il solito, niente soldi. «Ho riprovato a contattare l’ufficio di Pisa, ma non abbiamo ricevuto risposta – riprende la 35enne – A questo punto credo sia arrivato il momento di protestare apertamente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
