Il Tirreno

Pontedera

Derubati per sette volte in un anno

di Tommaso Silvi
Derubati per sette volte in un anno

L’ultimo colpo ai danni di un bar degli imprenditori Vigerelli e Franconi è avvenuto nella notte: danni per duemila euro

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PONTEDERA. Sette furti in un anno. Vetri rotti, danni, la fatica di mesi di lavoro andata in fumo. Ogni volta la stessa storia, la stessa delusione. E nonostante tutto Maurizio Vigerelli non ha alcuna intenzione di mollare. Possedere un locale in città, ormai, è un atto di coraggio. Perché da un momento all’altro può accadere quello che, alle attività di Maurizio, è successo in numerose occasioni. L’ultimo raid è andato in scena nella notte tra mercoledì e giovedì.

«I ladri – racconta – hanno sfilato un tombino di fronte all’ingresso del bar e hanno sfondato il vetro della porta. Hanno provato ad aprire le finestre ma non ci sono riusciti, allora sono entrati dalla porta rotta e hanno portato via circa 200 euro e alcune stecche di sigarette».

Tutto è successo al Caffè 87, bar in via Bagnoli, a poche decine di metri dall’ingresso dell’ospedale. Questo è soltanto uno dei quattro locali che Vigerelli possiede assieme al suo socio, Pablo Franconi. E in ognuna delle loro attività, negli ultimi dodici mesi, hanno fatto visita i ladri. Prima del Caffè 87 sono stati presi di mira dai furti, nei mesi scorsi, il bar all’interno del centro commerciale Panorama, la stazione di servizio in superstrada, all’altezza di Ponsacco, e La Cittadella, bar e pizzeria nei pressi della zona industriale La Bianca, che è stato oggetto di furto addirittura quattro volte.

«Quasi 50mila euro di danni – ricorda Vigerelli – perché hanno portato via un sacco di roba e soprattutto perché hanno sfondato completamente le vetrate. Al Caffè 87 duemila euro dovrebbero bastare per riportare la situazione alla normalità».

Non c’è odio nelle parole di Maurizio Vigerelli, ma soltanto un grande grido d’aiuto: «Non chiedo maggiore sicurezza, perché a mio avviso, ormai, significherebbe mettere un militare accanto a ogni attività commerciale, ma chiedo che venga ridotto il numero dei vagabondi che girano per la città. Sono davvero troppi. A me non interessa la loro nazionalità, dico solo che chi non ha da mangiare è normale che si arrangi con atti di delinquenza. Togliamo dalla nostra città chi non ha niente da fare, perché ormai la situazione è incontrollabile».

Poi la diplomazia vacilla, il pensiero torna a tutti quei vetri per terra, alla sensazione di sentirsi violato. E Vigerelli conclude: «Non possiamo lavorare per mantenere i delinquenti. Non possiamo passare le giornate dietro al bancone per garantire un bottino a chi poi, alla sera, sfonda il locale e viene a prendersi i soldi. Così non va bene, una soluzione deve essere trovata il prima possibile. Io non voglio lavorare così. Non voglio lavorare per i ladri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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