Attenzione
Rapinata con il coltello la notte di San Valentino
Pontedera: la derubata è una donna di 65 anni, le è stata portata via la borsa davanti a casa. Grazie alla testimonianza di una coppia i carabinieri hanno fermato una persona
PONTEDERA. Cento metri. Forse qualcosa di più. La distanza che separa il ristorante di famiglia in via Saffi all’appartamento di via Stefanelli dove abita con la figlia, quando arriva a Pontedera da Salerno, sua città d’origine.
Pochi passi che la notte tra mercoledì e giovedì si sono trasformati in un incubo per una donna di 65 anni, mamma di ristoratori. Un San Valentino di terrore con un rapinatore che le è arrivato alle spalle, minacciandola con un coltello da cucina, le ha tagliato la tracolla della borsa strappandogliela di dosso per poi scappare. Una scena da Bronx che, però, è stata vista da una coppia, clienti del ristorante dei figli della donna, che hanno lanciato subito l’allarme ai carabinieri. E il rapido intervento, unito alla descrizione dell’aggressore, hanno portato al fermo di un quarantenne italiano, il quale sarebbe stato identificato dai testimoni e dalla vittima come l’autore della rapina.
Sulla vicenda, al momento, c’è riserbo da parte delle forze dell’ordine che stanno indagando. L’episodio è stato raccontato dai vicini, richiamati dalle urla notturne, e dalla stessa 65enne, attorniata dai figli che la stanno sostenendo dopo lo choc subito davanti al portone di casa. La richiesta della famiglia, però, è di mantenere l’anonimato della donna, almeno finché la vicenda investigativa non avrà maggiori certezze. «Prima d'ora non avevo mai vissuto un’esperienza simile – spiega la diretta interessata tra le lacrime – Ho subìto un danno psicologico enorme».
I figli raccontano che la mamma ha paura a girare da sola. «Di solito l’accompagnamo dopo l’orario di chiusura del ristorante – spiegano – Ma era San Valentino e avevamo ancora molto da fare».
Così la donna a mezzanotte e un quarto si è incamminata verso casa dopo aver dato una mano al ristorante. Da via Saffi verso via Arno e poi giù in via Generale Luigi Stefanelli. «Uscendo dal locale ho notato un uomo dall’altra parte della strada – racconta la donna – Era vestito di blu e mi è sembrato un ausiliario del traffico. Ho pensato che fosse strano. “Non farà mica le multe a quest’ora?”, mi sono detta. Però ho tirato dritto. A un certo punto mi sono girata e non ho visto nessuno. Ma davanti al portone di casa ho sentito passi veloci sul marciapiede. Ho guardato dietro e me lo sono trovato addosso. Era a volto scoperto, aveva un “copricollo” in testa a mo’ di berretto di lana e un coltello in mano, come quelli per tagliare le bistecche. Non parlava, ma mi toccava con la punta del coltello per farsi consegnare la borsa che portavo a tracolla».
Attimi di vera paura. «Poi ha allungato la mano – continua la 65enne – Ha tagliato la tracolla e mi ha portato via la borsa che apparteneva a mia madre e avevo sempre con me, come un suo ricordo indelebile. Dentro avevo cinquanta euro, documenti e le foto dei miei nipotini. È un dolore enorme averla persa quella borsa».
Intanto la coppia di giovani, che aveva visto il tipo losco tenere d’occhio la donna, era tornata indietro in macchina, perché temeva il pericolo. Così i due hanno assistito alla scena. «A quel punto hanno chiamato i carabinieri che sono arrivati in pochi minuti», dicono i figli della derubata. Dopo aver raccolto le testimonianze, i militari hanno ritrovato il coltello in via Silvio Pellico, insieme al giubbotto. E, dopo due ore, è arrivata la chiamata per l’identificazione di un sospettato. «Siamo andati in caserma – sottolinea la vittima – Ce l’hanno fatto vedere. Io ero sotto choc. I ragazzi, invece, erano sicurissimi che fosse l’autore della rapina».
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