Sicurezza
No comment di sindaco e vice di fronte alle attività chiuse
PONTEDERA. «Parlano le ordinanze, non ho nient’altro da aggiungere». Simone Millozzi commenta così la chiusura del bar Ilenia, in via Primo Maggio. I gestori del locale, una famiglia cinese, hanno...
PONTEDERA. «Parlano le ordinanze, non ho nient’altro da aggiungere». Simone Millozzi commenta così la chiusura del bar Ilenia, in via Primo Maggio. I gestori del locale, una famiglia cinese, hanno annunciato d’aver abbassato definitivamente la saracinesca.
«Ogni giorno sono oggetto di minacce da parte di extracomunitari e sempre più spesso subisco restrizioni da parte del Comune. Così non si può lavorare», ha raccontato al Tirreno la giovane cinese dietro al bancone dell’attività. Che è interessata proprio dall’ordinanza a cui fa riferimento il sindaco: divieto di vendita di alcolici dopo le 13, chiusura obbligatoria alle 19,30 per motivi di ordine pubblico. Lo stesso provvedimento è stato adottato nei confronti di due kebab: quello di via Palestro e quello di via Manzoni.
C’è anche chi, però, ha annunciato la chiusura pur non essendo interessato da ordinanze. È il tabaccaio Andrea Romani, di via Roma. Nella notte tra martedì e mercoledì i ladri gli hanno portato via 30mila euro di merce. E lui, a quasi 70 anni, ha deciso di terminare la sua avventura da commerciante.
L’amministrazione di Palazzo Stefanelli preferisce non commentare. Anche la vicesindaca e assessore al commercio, Angela Pirri, vira verso il “no comment”. Un silenzio quasi imbarazzato.
Quanto alle ordinanze, c’è da dire che non sono opera esclusivamente del sindaco, ma rappresentano il frutto del lavoro coordinato con le forze dell’ordine, nell’ambito del tavolo sulla sicurezza, uno strumento introdotto per contrastare gli episodi di criminalità che attanagliano la città.
Sulla vicenda è intervenuto Matteo Arcenni, esponente di centrodestra, che ha fatto visita alle due attività: «Questa è la Pontedera che ci ha regalato la giunta Millozzi. Una città povera, umiliata e maltrattata ogni giorno da persone che spesso e volentieri non hanno domicilio, nome e cognome. Un esercito di delinquenti che si diverte a “giocare” dove vuole: bruciano le scuole, sfondano le vetrine delle attività. I pontederesi sono stanchi di vedersi girare le spalle da chi dovrebbe avere più a cuore di chiunque altro il loro benessere».
Tommaso Silvi
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