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Ctt Nord, 30 lettere di contestazione per “bigliettopoli”
PISA. Vendevano biglietti delle tratte urbane su percorsi extraurbani per ottenere una provvigione maggiore rispetto a quanto avrebbe fruttato la cessione di un ticket non cittadino. Un modus...
PISA. Vendevano biglietti delle tratte urbane su percorsi extraurbani per ottenere una provvigione maggiore rispetto a quanto avrebbe fruttato la cessione di un ticket non cittadino. Un modus operandi che nel corso del tempo avrebbe procurato un vantaggio economico per una trentina tra autisti e verificatori della Ctt Nord e un danno per le casse della società che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara. Nei giorni scorsi si è chiusa la seconda fase dell’indagine interna scattata alcuni mesi fa dopo le numerose segnalazioni degli utenti che hanno denunciato presunte irregolarità nella vendita a bordo dei titoli di viaggio.
Dalla società con sede legale ad Ospedaletto sono partite circa trenta lettere di contestazione ad altrettanti dipendenti impiegati sui bacini di Pisa e provincia, che si aggiungono alle sette sospensioni decise dall’azienda lo scorso dicembre a conclusione della prima fase dell’inchiesta interna. Modalità e procedure diverse, accomunate dal mancato rispetto delle procedure aziendali che disciplinano la vendita dei biglietti. Mentre i sette lavoratori colpiti dal provvedimento di sospensione (quattro hanno deciso di lasciare l’azienda mentre gli altri sono stati per il momento reintegrati con un demansionamento) avrebbero venduto titoli di viaggio non validi, i circa trenta dipendenti contro i quali la società ha mosso nuove contestazioni avrebbero ceduto a più riprese biglietti delle tratte urbane su percorsi extraurbani per ottenere un ritorno economico più alto rispetto alla vendita dei biglietti adatti ai percorsi non cittadini. Secondo la contrattazione interna, ai conducenti viene infatti riconosciuta una provvigione per ogni singolo biglietto venduto a bordo dei bus, che varia a seconda delle tratte: più alta per quelle urbane, più basse per i collegamenti extracittadini.
Un sistema, quello individuato dalla Ctt Nord, che in alcuni casi avrebbe procurato solo un “bonus” di poche centinaia di euro all’anno, ma un danno economico per le casse aziendali. Dopo l’invio delle contestazioni, si aprirà adesso una lunga fase di approfondimenti durante la quale i lavoratori potranno chiarire la loro posizione e presentare le proprie controdeduzioni. Al termine, l’azienda deciderà se applicare delle procedure disciplinari che potrebbero portare anche al licenziamento. In caso di ammissione delle proprie responsabilità e di restituzione delle somme percepite illegittimamente, la società potrebbe invece applicare una semplice sanzione o un demansionamento. Tra i lavoratori finiti nell’indagine della compagnia di trasporto ci sarebbero anche alcuni verificatori, il cui coinvolgimento potrebbe far ipotizzare una sorta di “complicità” tra conducenti e controllori in comportamenti che avrebbero causato anche un danno di immagine alla società di trasporto.
L’inchiesta, partita da Pisa alcuni mesi fa dopo numerose segnalazioni degli utenti, si sarebbe allargata anche ad altre province dove la Ctt Nord è presente con il suo servizio, ma dove non sarebbero state riscontrate irregolarità.
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