Sicurezza
Più di ottocento studenti uniti contro i bulli
Il 42% dei ragazzi si sente solo o depresso di fronte a episodi di sopraffazione
PONTEDERA. Più di 800 studenti di sei istituti scolastici di Pontedera coinvolti nel progetto. Un questionario con 35 domande proposto a tutti per esplorare le esperienze di bullismo e cyberbullismo vissute in prima persona. Un tavolo di coordinamento composto da Comune di Pontedera, istituti scolastici del territorio, Asl Toscana Nordovest, Società della salute Valdera, associazioni del territorio e forze dell’ordine.
Tutto questo e molto altro è il progetto “Insieme contro il bullismo e cyberbullismo” il cui report finale per l’anno scolastico 2016-2017, curato dalla responsabile dei consultori della zona Valdera Grazia Fazzino, è stato presentato ieri al teatro Era di Pontedera di fronte a una platea di 500 studenti, a varie autorità e al ministro dell’istruzione Valeria Fedeli.
«Il tema del contrasto al bullismo e al cyberbullismo è una questione di sistema – ha detto nel suo intervento Fedeli di fronte agli studenti al teatro Era –. Fare sistema è fondamentale e non è vero che possiamo lasciar fuori dall’educazione al rispetto e dall’aver necessità di contrastare questi fenomeni i genitori e l’insieme della società. E non è tollerabile che ci siano adulti che, di fronte a episodi di bullismo, la riducano a semplice “ragazzata”. E, cosa ancora più drammatica, quella di un genitore che invece di affrontare un tema con il dialogo e il confronto tra adulti, picchia un insegnante. Questa è violenza, da punire con la galera e che non è accettabile. Oltre ad essere un elemento diseducativo».
Un tema attuale anche dopo l’episodio avvenuto in una scuola a Pisa proprio nelle ultime ore, con una bidella picchiata da un genitore di uno studente.
Un fenomeno che il progetto, che ha visto anche video tra i risultati finali dei laboratori, dà un quadro chiaro di come il problema sia forte e vada contrastato.
Più del 32% degli alunni coinvolti nel progetto, quasi 800, ha dichiarato di essere stato preso in giro pesantemente almeno una volta dai compagni. Il 31% ha confermato come qualche volta si sia sentito addirittura umiliato. Più del 45%, poi, si è visto danneggiare, rubare e nascondere oggetti di sua proprietà più di una volta.
Preoccupante è, poi, il fenomeno della violenza. Quasi il 10% degli studenti ha risposto alla domanda “sei stato picchiato, spinto o aggredito fisicamente e non sei riuscito a difenderti? ” con qualche volta. Episodi di violenza che aumentano al 15% se si parla di coinvolgimento in liti e scontri di gruppo.
Il dato più impressionante, però, è quello che emerge dagli aspetti psicologici che bullismo e cyberbullismo provocano nei giovani. Quasi il 42%, infatti, qualche volta si è sentito depresso e un po’giù di morale. Il 15% sente spesso il bisogno di piangere per questi atti di sopraffazione mentre il 37% si sente ansioso, insicuro e ha difficoltà a parlare in classe.
I questionari, poi, si sono composti anche di altre due parti. In una con domande “dal punto di vista del bullo”. Dal quale emerge come il 18% degli studenti abbia diffuso spesso voci non vere sul conto di qualche compagno. Nella terza ci si è concentrati sui fenomeni di cyberbullismo. Sempre con un preoccupante 18% che dice di aver parlato spesso male di altre persone su internet, via email o sms. Mentre un 13% ha dichiarato che «qualcuno a pubblicato qualche volta online delle mie foto o dei video imbarazzanti».
Il progetto, poi, passa a un piano operativo. Che fare, dunque, una volta ottenuti questi dati e queste risposte? Prima di tutto è fondamentale formare i referenti scolastici su questi temi. Poi definire un piano di azione e passare alla stesura di regolamenti scolastici specifici. Infine preparare un protocollo con l’azienda sanitaria e le scuole e realizzare attività in classe con gli insegnanti formati.
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