Il Tirreno

Pontedera

a processo una donna  

L’accusa: non si fermò dopo l’incidente

L’accusa: non si fermò dopo l’incidente

PONTEDERA. Chi lo ha fatto cadere dalla moto – la mattina del 27 maggio 2011 – non si è fermato a soccorrerlo. E a distanza di quasi sette anni questa è l’unica certezza. Il giovane, oggi trentenne,...

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PONTEDERA. Chi lo ha fatto cadere dalla moto – la mattina del 27 maggio 2011 – non si è fermato a soccorrerlo. E a distanza di quasi sette anni questa è l’unica certezza. Il giovane, oggi trentenne, era partito da Pontedera per andare all’università, imboccando la Fi-Pi-Li, quando all’altezza dello svincolo di Cascina una macchina ha incrociato la sua traiettoria e lui è finito per terra, schiantandosi contro il new jersey. Ferite profonde, dolori al ginocchio e cicatrici che rimangono visibili anche dopo tanto tempo.

Ma in qualche modo il centauro, scivolando sull’asfalto, è riuscito a scampare al peggio. Evitando tutti i mezzi che in quel momento potevano investirlo.

Ieri è andata in scena la nuova udienza del processo che vede un’unica imputata: si chiama Daniela Dini, ha 45 anni ed è assistita dall’avvocata Serena Degl’Innocenti. Secondo l’accusa, dopo l’incidente, non si sarebbe fermata a sincerarsi delle condizioni del ragazzo, violando il sesto comma dell’articolo 189 del codice della strada, che individua i comportamenti da osservare in caso di sinistro stradale. Il giovane pontederese si è costituito parte civile e il suo legale è Riccardo Taverniti.

Secondo quanto ricostruito davanti alla giudice Anna Fabbricatore dal compagno della conducente – sentito come testimone, anche se in quel momento non era con lei – con i fatti contestati Dini non c’entrerebbe nulla. A causa del traffico intenso sulla Fi-Pi-Li e vedendo già altre persone soccorrere il giovane – così ha detto in tribunale – la compagna non si sarebbe potuta fermare, visto che in quel punto non ci sarebbe stato neanche lo spazio per farlo. Ma poi, leggendo gli articoli di giornale che ripercorrevano l’accaduto, qualche giorno dopo i due si sono presentati alla polizia «per aiutare il ragazzo», fornendo la loro versione dei fatti.

Secondo l’accusa, invece, l’auto della donna avrebbe invaso la corsia di sorpasso proprio mentre stava sopraggiungendo il motociclista. Che è caduto lungo la Fi-Pi-Li, rischiando di essere travolto da tutti i mezzi dietro di lui.

Stefano Taglione

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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