Sicurezza
Con una vena ostruita costretto ad andare da solo in ospedale
Un 70enne cardiopatico si rivolge alla guardia medica di Cascina e chiede di chiamare un’ambulanza. Il figlio: «Non è stato visitato e ha dovuto guidare fino in ospedale». Salvato poche ore dopo da un’operazione a Pisa
CASCINA. Quel dolore al petto lo conosceva bene. Lo stesso provato nel 2002 quando, a soli 54 anni, quella vena che pompava sangue verso il cuore si ostruì completamente. Decisiva fu l’angioplastica che gli salvò la vita. Decisiva è stata la stessa operazione subita all’ospedale di Cisanello nel pomeriggio di domenica 11 febbraio.
Nel mezzo, però, per Pierfranco Piombetti c’è una storia di presunta malasanità che i suoi familiari vogliono denunciare. E inizia dalla guardia medica di Cascina, non lontano da dove Piombetti vive. «Mio padre è andato a letto poco prima della mezzanotte di sabato 10 febbraio e non si sentiva bene – racconta Maurizio Piombetti –. Alle 2 si è svegliato con un dolore al petto che conosceva bene. Vive da solo, è vedovo, e per non allarmarci è andato direttamente alla guardia medica di Cascina per farsi visitare e senza chiamare me o mia moglie». Nel tragitto, però, il dolore aumenta.
«Quando è arrivato si è reso conto da solo della gravità e ha chiesto alla dottoressa che era di turno di chiamare un’ambulanza – spiega ancora il figlio del pensionato di Cascina –. Gli è stato auscultato il cuore ma non c’è stata nessuna visita approfondita. E nonostante mio padre abbia insistito per essere portato in ospedale in ambulanza questa non è stata chiamata». Secondo la ricostruzione fatta dal figlio l’uomo, 70enne, è risalito in macchina e, nonostante il dolore, ha raggiunto l’ospedale “Lotti” di Pontedera. E lì, dopo i primi accertamenti, si è deciso di trasferirlo all’ospedale di Cisanello.
«La stessa vena operata sedici anni fa era nuovamente ostruita – racconta Maurizio Piombetti –. Nel pomeriggio di domenica 11 febbraio, infatti, mio padre è stato operato ma la situazione non si è completamente risolta. Visto che i medici mi hanno detto che dovrà andare nuovamente sotto i ferri. Il dato di fatto è che ha rischiato la vita. Poteva avere un infarto mentre era alla guida e le conseguenze sarebbero state ancora più gravi». Una negligenza che, per il 70enne di Cascina, secondo il figlio poteva essere fatale.
«Non voglio mettere in dubbio la professionalità dei medici o dei volontari, ma la decisione di lasciare andare da solo in macchina un uomo con dei forti dolori al petto è inconcepibile – conclude Piombetti –. Ci siamo indignati anche per la poca compassione umana che nel caso specifico mio padre non ha trovato». La famiglia ora sta seguendo il decorso operatorio ma presto valuterà se denunciare il caso alle autorità competenti. «Ci siamo già rivolti al nostro avvocato – spiega la famiglia del pensionato – e gli estremi per un esposto o una denuncia ci sono, alla luce anche dell’operazione avvenuta a poche ore dalla “visita” alla guardia medica».
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