Il Tirreno

Pontedera

Il caso gender al liceo finisce al ministero

Il caso gender al liceo finisce al ministero

Esposto dell’osservatorio per le politiche della famiglia sugli incontri organizzati al XXV Aprile

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PONTEDERA. Il caso dell’incontro sul gender al liceo “XXV Aprile” di Pontedera finisce sul tavolo del Ministero dell’istruzione. L’osservatorio per le politiche della famiglia di Cascina, infatti, ha inviato un esposto a Roma e contestualmente lo ha inoltrato anche ai dirigenti dell’ufficio scolastico provinciale e regionale.

«Non risulta che il collegio dei docenti sia stato previamente messo al corrente e posto in condizione di decidere su tali contenuti – si legge nell’esposto dell’osservatorio firmato dal presidente Valerio Lago –. I temi svolti di natura sensibile e attinenti e precise scelte educative delle famiglie non risultano siano stati fatti oggetto di un consenso informato adeguato e completo».

L’osservatorio, che prende spunto dalle critiche mosse pochi giorni fa dal comitato educazione, famiglia, scuola di Pisa, aggiunge come «nonostante lo stesso dirigente scolastico avesse espressamente invitato al contraddittorio un’associazione di genitori che aveva protestato per i contenuti dell’incontro, sia poi stato impedito loro di presenziare».

In conclusione di esposto l’osservatorio richiama la circolare Miur del 15 settembre 2015 che ribadisce «come tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo ideologie gender o l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo».

La risposta da parte della scuola era già arrivata, chiara, nei giorni scorsi in una lettera firmata dal presidente del consiglio di istituto del liceo “XXV Aprile” di Pontedera, da un gruppo di docenti, studenti, genitori, personale Ata oltre che dal dirigente scolastico Sandro Scapellato. Una lettera in cui la parola gender non viene usata neppure una volta ma in cui si fa chiaramente riferimento al comitato.

«Respingiamo con fermezza qualsiasi interferenza esterna così come ogni presa di posizione ideologica che metta in discussione la libertà dei ragazzi e delle ragazze di affrontare i temi che sentono più urgenti – si legge nella lettera scritta dalle varie rappresentanze scolastiche –. L’associazione Arcigay ha tenuto un laboratorio ad adesione volontaria nelle classi. E le attività proposte non avevano alcuna necessità di un contraddittorio».

Poi l’attacco al comitato. «Tutti gli incontri sono stati organizzati da una commissione nominata dal collegio dei docenti, composta da insegnanti e rappresentanti degli studenti in consiglio d’istituto. Abbiamo dato disponibilità ad incontrare i rappresentanti del comitato ma chiarendo che nessuno esterno all’istituto avrebbe potuto prendere parte all’iniziativa – specificano i rappresentanti scolastici –. Per questo voler entrare in modo irregolare nelle attività del nostro liceo ci sembra un atto di tracotanza non ulteriormente sopportabile». (a. b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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