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Pontedera

Genitori chiedono risposte sul caso marijuana a scuola

Genitori chiedono risposte sul caso marijuana a scuola

«Una bambina che offre la droga in classe deve essere aiutata ma anche punita» Le famiglie valutano se sollecitare all’istituto la sospensione della tredicenne

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COMPRENSORIO DEL CUOIO. Il ritorno a scuola dopo il fine settimana è stato un giorno come tanti nella scuola dove, la settimana scorsa, una bambina di 13 anni ha portato, almeno in due diverse occasioni, della marijuana. Nel primo caso mostrandola ai compagni. Appena 24 ore dopo, quando il caso si erano già stato segnalato ai carabinieri, offrendola a una bambina di prima media.

Proprio questo secondo episodio ha creato molte polemiche, in particolare in una chat su whatsapp nella quale sono presenti molti genitori della scuola.

«Vorremmo solo capire perché, dopo il primo episodio, nessuno si è preso la briga, dopo aver fatto gli opportuni passaggi “istituzionali” e con le forze dell’ordine, di avvisare i genitori di quanto accaduto – spiegano alcuni dei genitori degli studenti della scuola del comprensorio –. Nessuno vuole colpevolizzare una bambina che in questa vicenda, forse, ha le colpe minori. Ma un caso simile meritava una comunicazione migliore da parte della scuola. Alcuni di noi hanno saputo quanto accaduto da Facebook. Abbiamo anche cercato di metterci in contatto telefonicamente con la dirigente scolastica, senza riuscirsi».

Ieri abbiamo provato anche noi a parlare con la dirigente scolastica. Senza fortuna.

«Credo che una punizione, anche se la bambina ha 13 anni, ci debba essere – spiegano ancora dei genitori –. Alcuni chiedevano la sospensione, anche per far capire la gravità del gesto e riflettere su quanto accaduto. Anche dall’atteggiamento della dirigente, però, e da quanto abbiamo visto oggi (ieri, ndr) all’ingresso di scuola, c’è l’impressione che si voglia mettere tutto a tacere. E non ci sembra l’atteggiamento giusto dopo quanto accaduto».

In realtà i servizi sociali sono stati riattivati, visto che per altre situazioni familiari la bambina era seguita già in precedenza. E nell’accompagnarla in un percorso di consapevolezza e riconoscimento dell’errore, se così lo si può definire, la studentessa 13enne parteciperà, anche insieme ai compagni, a una serie di incontri su bullismo, cyberbullismo e sul rapporto con i social network già previsti dalla scuola, anche in collaborazione con le forze dell’ordine.

Alessandro Bientinesi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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