Il Tirreno

Pontedera

Un presepe per aiutare la scuola di Enugu

Un presepe per aiutare la scuola di Enugu

I volontari che lo hanno realizzato vogliono finanziare arredi e materiale didattico in Africa

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PONTEDERA. Ma a chi sono destinati i soldi che sta raccogliendo la chiesa dei Cappuccini con l'installazione del presepe, in parte rubati mercoledì pomeriggio da qualcuno che ha scassinato la cassetta delle offerte? A centinaia di bambini africani. Per la precisione nigeriani. Che con i contributi dei pontederesi, e non solo, hanno avuto la possibilità di poter contare su un luogo dove studiare. Nata circa due anni fa, la nuova scuola di Enugu, in Nigeria, accoglie già più di 120 bambini e ancora un gran numero verranno accolti in questo anno. Sorge in una zona molto popolosa e povera della capitale dell’omonimo stato, dove i frati cappuccini nigeriani hanno accolto l’invito di fondare una parrocchia e costruire un convento.

Nel 1983 i frati Cappuccini toscani hanno risposto all’invito di un vescovo nigeriano di portare la presenza cappuccina in quello stato. Inizialmente la presenza si è limitata alla testimonianza e al servizio nelle parrocchie diocesane, poi è iniziata la costruzione di altri conventi, nuove chiese e ora anche scuole e un piccolo dispensario. Con l’aiuto di tanti benefattori italiani, i Cappuccini hanno portato quasi a termine la costruzione della scuola. Composta da tre piani, con aule spaziose, una biblioteca e stanze per il riposo pomeridiano dei bambini dell’asilo. I fondi però hanno permesso ai frati di completare con l’arredo solo i primi due piani. Le richieste di nuove iscrizioni, però, considerando che il servizio offerto è accessibile a tutti, specialmente alle famiglie più povere, spingono a completare anche l’ultimo piano. In tutto questo si inserisce l’impegno del gruppo dei realizzatori del presepe della chiesa dei Cappuccini di via Diaz, che come ogni anno hanno dato alla luce un’opera d’arte, curata nei minimi particolari, che permette al visitatore di compiere un cammino per poi giungere ai piedi della mangiatoia, sostando in preghiera davanti al mistero della vita, rappresentata nel bambinello di Betlemme.

Quest’anno i volontari hanno voluto sostenere a distanza la scuola primaria di Enugu, permettendo ai frati di acquistare l’arredo e il materiale didattico per completare l’ultimo piano della struttura. Così, tutto il ricavato delle offerte che verranno raccolte andranno interamente devolute per il progetto in Nigeria. Proprio per questo i frati cappuccini hanno bisogno dell’aiuto di tutti.(t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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