Sicurezza
I tedeschi “adottano” la Torre dell’Orologio
Peter e la moglie Monika sono una coppia innamorata del borgo di Vicopisano «Orgogliosi di aver contribuito alla raccolta fondi per la sua riapertura»
VICOPISANO. Almeno tre scalini della Torre dell’Orologio, che presto sarà nuovamente visitabile dopo anni di oblio, “parleranno” tedesco. Sì, proprio così. Nei giorni scorsi, infatti, dopo aver dato notizia del successo della raccolta fondi, tramite il sito dell’Art Bonus e grazie a incontri e convegni organizzati dal Tirreno per far tornare a vivere il gioiello costruito tra il 1100 e il 1200, siamo andati a cercare chi sono i benefattori che hanno dato il loro contributo nella raccolta fondi.
Tra i tanti ci sono balzati agli occhi dei nomi stranieri. Quelli di Peter Hermann Schwenkglenks e della moglie Monika Elisa Rosenberger. «In questo momento siamo in Germania, nella nostra casa di Hannover. Ma a fine febbraio torneremo a Vicopisano, dove siamo residenti - ci spiega al telefono Peter -. Perché abbiamo deciso di contribuire alla raccolta fondi per riaprire la Torre dell’Orologio? Abbiamo comprato casa proprio di fronte alla torre nel 1980 e siamo venuti spesso con nostra figlia in Toscana. Ci sentiamo vicaresi e viviamo per lunghi periodi in Italia».
Dall’amore per la Toscana la voglia di contribuire. «Abbiamo adottato uno scalino a testa: uno io, uno mia moglie e uno anche mia figlia - racconta Schwenkglenks -. A metà anni Sessanta eravamo in vacanza a Ischia e spostandoci avevamo pensato di comprare casa a Fauglia, ma non c’erano appartamenti adatti alle nostre esigenze. Per questo, tramite degli amici comuni italiani, siamo arrivati alla casa dove abitiamo ancora oggi a Vicopisano».
Una bella abitazione esattamente di fronte a quella Torre dell’Orologio che Peter e la moglie Monika Elisa vorrebbero vedere aperta.
«Io e mia moglie abbiamo partecipato a quasi tutti gli incontri organizzati dal vostro giornale a Vicopisano - racconta ancora Peter -. Sarebbe davvero una grande gioia vedera la bella torre riaperta e usata nel modo giusto per le visite dei cittadini e dei turisti».
Peter, che ha 76 anni, è così legato alla comunità vicarese tanto da aver festeggiato le sue nozze d’oro in Toscana. «Sono orgoglioso della mia “doppia cittadinanza” e dico anche di più - conclude il pensionato tedesco -. Vicopisano è un borgo ancora molto sottovalutato. Non è nelle vie che i turisti di solito leggono nelle guide. Magari grazie alla Torre dell’Orologio riportata all’antico splendore, anche con il nostro piccolo contributo, in molti potrebbero riscoprire quello che è un autentico gioiello».
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