Il Tirreno

Pontedera

protagonista un 38enne di verona 

Assolto dall’accusa di truffa

Assolto dall’accusa di truffa

Insufficienza di prove per aver preso soldi per insabbiare un’indagine

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PONTEDERA . Era accusato di aver preso 50mila euro per aver bloccato un’indagine della Guardia di finanza su un’azienda della Valdera. E di aver chiesto altri soldi per le spese legali da sostenere nel processo per abuso d’ufficio innescato dal primo “favore” fatto all’imprenditrice, la mamma di sua una ex.

Processato con rito abbreviato per un episodio di truffa e uno di tentata truffa, un 38enne della provincia di Verona è stato assolto dal gup Pietro Murano per insufficienza di prove. Il pm Paola Rizzo aveva chiesto la condanna a un anno e mezzo. L’imprenditrice che ha perso i 50mila euro si era costituita parte civile.

La donna si era fidata della figlia che le aveva presentato l’amico, ex compagno. Lui si faceva passare come collaboratore dell’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «C’è un’inchiesta sulla vostra azienda. Datemi 50mila e sistemo tutto» era stata la proposta tra il minaccioso e l’amichevole. Passa il tempo e della presunta indagine l’imprenditrice quasi si dimentica. Ma un giorno torna l’amico di famiglia torna: «Per quella storia dell’inchiesta mi indagano per abuso d’ufficio, ho bisogno di soldi per pagare l’avvocato, Niccolò Ghedini». L’imprenditrice e la figlia si insospettiscono. E incaricano un legale di verificare nelle Procure di Pisa e Firenze. Scoprono che la Finanza non si è mai occupata dell’azienda e che non esistono indagini vere o insabbiate. Di qui la querela che, nel dubbio delle prove, è arrivata all’assoluzione. (p.b.)



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