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Migranti “bloccano” operatore: arrestati

Migranti “bloccano” operatore: arrestati

Protestavano per ottenere i documenti e gli impedivano di muoversi. Accusa di violenza privata

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PONSACCO. L’effetto scatenante è stato la mancata consegna dei documenti. Un malessere denunciato con modi ritenuti violenti, deflagrato con tre arresti.

È successo nell’ex Brichotel di Ponsacco (una quarantina di ospiti) lunedì pomeriggio quando i carabinieri sono stati chiamati da un operatore, un 42enne di origini lombarde, residente a Pisa, che li ha messi a conoscenza di quello che aveva appena subìto. Tre richiedenti asilo lo avevano circondato con modi minacciosi dopo aver chiuso la porta del suo ufficio impedendogli di entrare. Uno lo avrebbe afferrato per un polso. Lunghi minuti di faccia a faccia, con toni accesi, concluso con l’arrivo dei militari. E per i tre “contestatori” è scattato l’arresto per violenza privata. Si tratta di due ventenni della Guinea-Bissau e del Mali e un 27enne della Costa D’Avorio.

Ieri mattina sono comparsi in aula per la direttissima. Arresto convalidato e udienza aggiornata per il dibattimento a giugno. Sono stati rimessi in libertà senza alcuna misura cautelare, mentre il pm aveva chiesto il divieto di dimora nel comune di Ponsacco. Stando all’accusa i tre richiedenti asilo hanno inscenato, insieme ad altri immigrati, una protesta nei confronti della cooperativa che gestisce il centro (la stessa della Tinaia di Cascina, ndr) motivata dai ritardi nel rilascio della documentazione circa lo stato di rifugiato politico. «Quei documenti ci spettano» hanno urlato gli ospiti, tre dei quali, quelli arrestati, si sono distinti con azioni giudicate illecite. E qui è scattata la violenza privata, secondo i carabinieri. Hanno circondato l’operatore con cui si vedono spesso. Alle richieste di accedere ai documenti i no del 42enne hanno innescato reazioni. La prima è stata quella di chiudere con una sorta di catenaccio la stanza adibita a ufficio, impedendogli di entrare nel suo ambiente di lavoro. Poi lo hanno circondato continuando a pretendere i documenti. Non gli veniva data la possibilità di spostarsi, né di uscire da quella situazione. Anche senza costrizioni fisiche, nonostante uno dei tre gli abbia tenuto fermo un polso, l’operatore è stato obbligato a restare in mezzo ai tre. Solo quando la tensione si è allentata “l’ostaggio” ha potuto chiamare i carabinieri. In aula gli arrestati hanno delegato un portavoce a parlare con il giudice. E in occasione della direttissima hanno spiegato cosa c’è a monte dell’episodio degenerato in arresto. «Con i gestori del centro manca il dialogo – hanno ribadito – Le condizioni della struttura non sono delle migliori e chi la gestisce non considera le nostre ragioni». I “ribelli” ieri pomeriggio sono rientrati nel centro.

È intervenuta su Facebook anche la sindaca leghista di Cascina, Susanna Ceccardi: «Il centro di accoglienza di Ponsacco gestito dalla stessa società» che opera a Cascina, contro cui ha intrapreso un braccio di ferro legale culminato con una recente sentenza del Tar, che ha di fatto annullato l'ordinanza sindacale su una serie do opere compiute all'interno del centro di accoglienza della Tinaia. (p.b.)



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