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Pontedera

Furti e vandalismi pressoché impuniti Serve una soluzione

Furti e vandalismi pressoché impuniti Serve una soluzione

Dopo l’oltraggio al santo patrono nel Duomo cittadino la città s’interroga su come fermare l’ondata criminale

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PONTEDERA. È una corsa contro il tempo per l’installazione di telecamere nel Duomo di Pontedera dopo il furto dell’aureola in latta, colorata d’argento, dalle spoglie di San Faustino, patrono della città e i danneggiamenti alla grata e al marmo. I ladri hanno posto un problema serio per la chiesa pontederese più importante, anche in vista dell’esposizione dell’icona della Madonna sotto gli organi da lunedì a domenica e che ha un valore notevole. «È dotata di allarme - dice il proposto don Piero Dini - ma servono anche le telecamere che, dopo l’oltraggio al patrono, abbiamo già ordinato. Speriamo riescano a montarle in tempo». Quello avvenuto negli ultimi giorni di gennaio è solo l’ultimo di una serie di episodi di microcriminalità che si stanno verificando in Valdera. Il fil rouge tra i cittadini è sempre quello: «Non ci sentiamo sicuri». Le forze dell’ordine fanno quello che possono, di rimedi per contrastare l’ondata di vandalismi, piccoli e grandi furti sembra che scarseggino. Uno su cui si è investito molto è rappresentato dalle telecamere. Ma, a conti fatti, raramente aiutano. Un tema caldo ovunque, e anche facilmente strumentalizzabile, vista l’imminenza della votazioni. Ma a cui occorre comunque provare a dare un giro di vite nell’interesse dei cittadini.

Furti in serie. Solo per stare alla cronaca delle ultime settimane, dall’incendio nella scuola dell’infanzia di via Morandi in poi, i vandalismi e i furti si sono susseguiti con regolarità quotidiana. Nel caso del vandalismo alla Nelson Mandela gli occhi elettronici della zona hanno mostrato solo passanti e il traffico dell’orario immediatamente prima di cena. Lo stesso giorno c’erano stati altri furti in quell’area del quartiere di Fuori del Ponte con la pubblicazione su Facebook di frammenti della videosorveglianza installata in abitazioni visitate dai ladri ma, al momento, non ci sono stati sviluppi. In una rapina in una farmacia a Ponsacco, il circuito interno ha ripreso in pieno il malvivente, ma aveva il volto coperto e, per ora, non ci sono notizie su eventuali sviluppi delle indagini. La titolare del Caffè Time di Pontedera, a cui hanno sfondato la vetrina per rubare trenta euro ha detto chiaramente che le telecamere sono inutili, «perché ormai hanno capito che col volto coperto è praticamente impossibile prenderli». Non è sempre così, perché uno dei due truffatori che si fingevano tecnici per le verifiche degli estintori è stato individuato proprio grazie alla videosorveglianza. E, probabilmente, servirebbe anche una rete di sorveglianza elettronica collegata tra i privati e le forze dell’ordine. La Coop di via Brigate Partigiane, per esempio, metterà a disposizione il proprio circuito interno per offrire la possibilità a carabinieri, polizia e Municipale di visionare filmati del negozio in caso di necessità.

Le finte telecamere. Serve una svolta in linea con i tempi e i continui mutamenti con cui la criminalità affina i sistemi per mettere a segno i colpi. Quello che verrà fatto in Duomo, visto che le due telecamere per difendersi dai ladri di elemosina erano finte. «Le misi come deterrente - conferma don Dini - e devo dire che i furti sono finiti. Però, se fossero state vere probabilmente avrebbero ripreso chi ha profanato San Faustino». Ora si corre ai ripari e si cerca di capire chi sia stato. Il parroco punta il dito contro un gruppetto di sbandati che mangia spesso alla mensa della Misericordia. «Arrivano alle 9,30 per prenotare il pranzo e poi non sanno cosa fare nel frattempo - dice - Ora il Duomo è chiuso per l’installazione del riscaldamento e della nuova illuminazione a led. Ma spesso li abbiamo trovati nelle ultime file, dove qualcuno ha anche fatto i suoi bisogni o sputato per terra». Una tesi confermata anche dai carabinieri che, dopo aver raccolto la denuncia, stanno provando a risolvere un caso avvenuto a pochi metri di distanza dal comando dell’Arma.

Dibattito aperto. C’è bisogno di fare qualcosa di diverso rispetto a quanto messo in campo finora per difendere i cittadini da questa situazione. Dalle telecamere in rete a una maggiore presenza, e più mirata, delle forze dell’ordine e dei militari, passando per i controlli di vicinato anche tramite le nuove tecnologie che tutti noi utilizziamo quotidianamente e con grande facilità. Il dibattito è aperto.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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