Il Tirreno

Pontedera

Massi utilizzati per rubare nei bar e nei circoli Arci

Massi utilizzati per rubare nei bar e nei circoli Arci

Vetrata rotta al Caffè Time in via De Gasperi a Pontedera: portati via trenta euro Gravi danni all’Arci del Romito e seconda visita dei ladri al Bertelli in pochi giorni

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PONTEDERA. Un grosso masso, costituito da mattoni murati insieme e portato via dalla zona del ponte ferroviario sul fiume Era, è lo strumento di scasso usato dai ladri l’altra notte per rompere la vetrina del Caffè Time in via De Gasperi nel quartiere Bellaria. Un tonfo fragoroso che ha svegliato i vicini alle 2 di notte e ha fatto scattare l’allarme dopo pochi secondi. Magro il bottino, circa trenta euro in monete dentro il registratore di cassa. Ma ingenti i danni.

Così come quelli subiti dal circolo Arci del Romito dove, nei giorni, scorsi, sempre con una grossa pietra, è stata rotta la porta d’ingresso del locale per rubare sigarette e pochi soldi. Un colpo che sta diventando sempre più “un classico” nell’elenco degli episodi di microcriminalità registrati in Valdera. In questo caso, il circolo ha dovuto affrontare una spesa di circa duemila euro per sistemare la porta d’ingresso.

Locali presi di mira con un sistema molto simile. Com’è accaduto al circolo Bertelli del quartiere di Fuori del Ponte a Pontedera, dove pochi giorni fa i ladri hanno fatto visita per la seconda volta in otto giorni.

La proprietaria del Caffè Time si è anche sfogata su Facebook chiedendo all’amministrazione comunale di effettuare più controlli.

«Pensavo di essere abbastanza al riparo da fatti di questo genere – ha detto la proprietaria del bar in via De Gasperi, Carmen Ambrosone – perché il locale si trova lungo una strada trafficata, con case a ridosso e in un quartiere molto popolato. Invece è capitato anche a me».

Aperto da poco più di un anno, il Caffè Time non ha telecamere di videosorveglianza. Ma ha un allarme collegato alla vigilanza giurata, i cui agenti sono intervenuti poco dopo la rottura della vetrata. A quel punto sono stati chiamati i carabinieri che sono arrivati in pochi minuti.

I vicini hanno visto un uomo robusto, vestito di scuro fuggire verso l’argine. Ma si presume che ci fosse almeno un complice, considerato il peso del masso usato per scassinare l’ingresso e, secondo quanto spiegato dai militari dell’Arma alla titolare dell’esercizio commerciale, prelevato sull’argine del fiume Era.

«Ultimamente i furti nei bar e nei circoli si stanno ripetendo con una frequenza preoccupante», ha sottolineato Ambrosone. (a.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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