Il dolore
Gender a scuola, scoppiano altre polemiche
Un comitato di genitori prima è stato invitato all’incontro con l’Arcigay e poi rimandato indietro
PONTEDERA. «Il dirigente scolastico del liceo “XXV aprile” di Pontedera aveva invitato il nostro comitato a scuola, dicendosi disponibile al dialogo e a farci partecipare all’incontro sul gender organizzato per sabato scorso. Ma dopo averci ricevuto in presidenza, insieme a tre genitori del consiglio di istituto, ci è stato impedito di assistere al dibattito».
Torna alla carica il comitato “Famiglia, scuola, educazione” di Pisa. Dopo aver criticato le modalità con le quali il liceo di Pontedera aveva organizzato l’appuntamento inserito nella “settimana alternativa”, il comitato ora punta il dito contro il preside. «Il dirigente scolastico Scapellato ci aveva invitato, sia con una comunicazione diretta a uno dei nostri referenti, Arduino Aldo Ciappi, sia con una dichiarazione pubblica rilasciata al Tirreno a partecipare alle due sessioni di incontri con l’Arcigay al Cineplex di sabato mattina – spiegano dal comitato –. Un invito che il preside a tutti gli effetti si è rimangiato dopo averci ricevuto nel suo ufficio».
Il comitato, poi, denuncia irregolarità nell’organizzazione di questi eventi. «Su argomenti sensibili, e la sessualità è uno di questi, è la legge a imporre di avere un’autorizzazione scritta dei genitori degli studenti minorenni a partecipare a iniziative di questo tipo – spiegano ancora dal comitato –. Il dirigente scolastico dice di averlo ma abbiamo letto il permesso scritto e viene solo richiesta l’autorizzazione a far spostare gli studenti dalla scuola al Cineplex per attività didattica, senza specificarne la natura».
Il preside Sandro Scapellato, pur non negando che ai tre rappresentanti del comitato “Famiglia, scuola, educazione” sia stata negata la possibilità di assistere agli incontri con al centro il tema del gender, rimanda al mittente le accuse.
«I tre rappresentanti del comitato sono stati ricevuti per più di un’ora nel mio ufficio e il confronto con i genitori del consiglio di istituto è stato piuttosto acceso – afferma Scapellato –. Ho ribadito l’apertura della scuola al comitato a organizzare in futuro eventi che li coinvolgano ma sabato scorso non era il luogo e il momento giusto per farli intervenire».
A quanto pare gli stessi genitori e molti studenti non avrebbero gradito quella presenza. «Non deve passare, però, l’idea che la nostra scuola non voglia dare un contraddittorio o tenda a censurare - spiega il preside –. Anzi, in questo caso il rischio era opposto: che ci fosse un intervento non previsto che potesse modificare ciò che gli stessi studenti avevano voluto per i tre giorni legati alla “settimana alternativa”. I ragazzi, poi, non erano soli. A vigilare c’erano anche gli insegnanti».
Alessandro Bientinesi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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