Il Tirreno

Pontedera

«Corruzione, toghe in cella ferita aperta»

«Corruzione, toghe in cella ferita aperta»

Il presidente dell’Ordine Alberto Marchesi sull’inchiesta con giudice e legale in carcere

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PISA. «L’inchiesta in cui sono stati arrestati anche un giudice del Tribunale pisano e un avvocato del nostro Foro è una ferita aperta. Non solo per la magistratura, ma anche per l’avvocatura».

Sceglie la ribalta del giuramento di ventinove nuovi legali nell’Aula Magna della Procura della Repubblica, il presidente dell’Ordine degli Avvocati, il pontederese Alberto Marchesi, per affrontare il caso che ha scosso l’ambiente giudiziario.

Un’inchiesta per corruzione ancora nella fase delle misure cautelari con il giudice Roberto Bufo (l’altra arrestata è l’avvocato Francesca Ferrandi, ndr)che ha ammesso diverse contestazioni, mentre per altre ha sottolineato che certe conversazioni erano sì grevi nei contenuti, ma non indice di consumazione di reati.

«Questa inchiesta ha, comunque, dimostrato – spiega Marchesi a margine della cerimonia - che esistono gli anticorpi per individuare e isolare certi fenomeni. Al di là di tutte le garanzie e le tutele che ci devono essere nella fase in cui siamo, la vicenda non potrà essere dimenticata».

Per il presidente delle toghe pisane, è un bene e una garanzia per chi chiede e pretende giustizia «avere una magistratura forte e indipendente, così come lo deve essere l’avvocatura».

La debolezza dell’una rischia di arrecare danno all’altra. E, alla fine, è sempre il cittadino, sia nel ruolo di imputato che di parte civile, a subirne le conseguenze.

Nel suo intervento il presidente Marchesi non ha potuto tacere sulle condizioni strutturali del Tribunale e sulla carenza logistica di uno dei settori più delicati per la Procura, quella della polizia giudiziaria.

«Se un cittadino legge sui giornali delle inchiesta che travolgono giudici e avvocati e poi si presenta in Tribunale e vede ponteggi e uffici sacrificati negli spazi, allora davvero la metafora della giustizia che non funziona è completa – chiarisce a fine discorso Marchesi -. L’edilizia giudiziaria è carente, soprattutto nell’immobile che ospita il Tribunale. Ci sono ponteggi da mesi, anche all’interno dell’immobile. E da anni ormai la polizia giudiziaria non ha una sede propria. Ovunque la pg si trova nel palazzo della Procura. È una questione pratica e di buon senso».

L’immobile che ospita la Procura appartiene al Comune, mentre la manutenzione del Tribunale fa capo al ministero della Giustizia.

La cerimonia è proseguita con il ricordo dei legali scomparsi nel 2017.

Oltre al presidente Marchesi l’Ordine era rappresentato dal segretario avvocato Stefano Pulidori e dal tesoriere, avvocato Giovanni Paolo Savino. Sfilata con giuramento collettivo per i ventinove nuovi avvocati e la premiazione delle toghe che hanno raggiunto i 40 e i 50 anni di attività professionale.

(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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