Toscana
Art Bonus fa flop: raccolti dai mecenati 292mila euro in 4 anni
In Provincia di Pisa i 14 progetti culturali pisani puntavano al milione di euro. Unica eccezione? La Torre dell'Orologio di Vicopisano, che tornerà a nuova vita grazie alle iniziative sostenute dal Tirreno
PONTEDERA. Doveva essere una forma di mecenatismo 2.0. Un modo per mettere insieme risorse pubbliche con offerte di privati per sostenere progetti culturali e dello spettacolo. L’Art Bonus, lanciato quattro anni fa, è stato in provincia di Pisa un mezzo flop. Basti pensare che per i 14 progetti, tra musei, palazzi, mura, torri storiche e opere d’arte, gli enti proprietari, per le più Comuni, avevano previsto di incassare una cifra di poco inferiore al milione di euro. Alla fine, con molti crowdfunding ormai chiusi, sul sito dell’Art Bonus abbiamo verificato come nei siano stati raccolti poco più di 262mila. Con una sola positiva eccezione: quella della Torre dell’Orologio di Vicopisano. Che ha raggiunto metà del suo obiettivo grazie anche a una campagna sostenuta dal nostro giornale e proprio in questi giorni ha raggiunto il suo obiettivo finale di oltre 90mila euro grazie al contributo della Fondazione Pisa.
I numeri del flop. L’analisi parte dai freddi numeri. I 14 progetti per i quali si chiedevano dei finanziamenti coinvolgevano i Comuni di Pontedera, Volterra, Vicopisano, Calcinaia, San Giuliano Terme, Palaia e Cascina. Interventi per biblioteche, mura, palazzi storici, torri e anche opere d’arte. Totale da raccogliere? 941.665 euro. A tre anni di distanza dal loro lancio restano ancora da ottenere 679.754 euro, praticamente più del 70%.
Molte iniziative sono state parzialmente finanziate dai mecenati, altri soldi potrebbero essere stati versati e non ancora riportati sul sito, ma ci sono anche tre casi nei quali nessun contributo è stato erogato: il primo riguarda il Museo Guarnacci di Volterra: richiesti 40mila euro, raccolti zero. Discorso simile per il museo della ceramica di Calcinaia, anche se qui l’obiettivo poteva essere raggiunto più facilmente avendo il tetto massimo a 5mila euro. Neppure un euro anche per gli interventi alla biblioteca “Impastato” di Cascina che ne chiedeva 3mila.
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I perché dell’insuccesso. Il portale web dell’Art Bonus è ben costruito e accattivante. Molti enti pubblici, nel caso pisano Comuni e Provincia, hanno presentato progetti interessanti e meritevoli. Dopo un lancio mezzo stampa importante e in pompa magna, però, quasi tutte le campagne sembrano essere state abbandonate. Un errore imperdonabile anche il non aver invogliato i singoli cittadini a contribuire.
Alcuni esempi? Sui 120mila euro previsti per mura e necropoli di Volterra ne sono state raccolte 66mila. Un buon dato, certo, ma legato ad una sola opera di mecenatismo, quello della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra.
A Pontedera, è il caso di palazzo Pretorio, si è provato a coinvolgere le aziende del territorio. Che hanno risposto positivamente ma solo in rari casi.
L’eccezione Vicopisano. Quasi 50 singoli cittadini, più di 35 imprese del territorio che hanno fatto raggiungere oltre 52mila euro ai quali si aggiunge adesso il contributo di 40mila euro della Fondazione Pisa. L’unico vero successo legato all’Art Bonus per la provincia di Pisa è quello del progetto per riaprire la Torre dell’Orologio. Una campagna stampa supportata dal Tirreno, collegata a una di comunicazione e marketing in grado di coinvolgere decine e decine di privati.
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