Attenzione
Gioirono della sentenza, querelati
Stupro in villa: uno dei condannati ha presentato la denuncia
PONTEDERA. Frasi non benevole nei confronti dei condannati. E anche il clic come segno di vicinanza. Un “mi piace” che diventa adesione al dolore della vittima e condivisione per l’esito della sentenza. Se tutto questo avviene nella piazza virtuale del web rischia di diventare materia processuale. È successo per il verdetto di condanna emesso nel luglio 2016 e pubblicato sul sito del nostro giornale. Otto anni di reclusione inflitti a Edoardo Nieri, 26 anni e a Mattia Rizza, 25, entrambi di Pontedera, per il reato di violenza sessuale di gruppo aggravata dall'aver provocato la minorata difesa della vittima. Come? Con l’uso della droga dello stupro, il Ghb, nelle bottigliette di Schweppes consumate dalla giovane che, secondo l'accusa, fu abusata dai due amici durante una festa in villa tra il primo e il 2 luglio 2014. Sotto quell’articolo, sintesi di una lunga giornata tra emozioni e tensioni, almeno sette persone scrissero o manifestarono la loro solidarietà alla ragazza. E lo fecero, secondo Rizza, diffamandolo. Acquisiti gli screenshot dei commenti ritenuti lesivi della sua onorabilità, Rizza (in attesa dell’appello insieme all’amico Nieri) ha querelato per diffamazione aggravata a mezzo stampa chi aveva espresso soddisfazione per la condanna. Nell’elenco c’è anche una giovane che aveva solo messo mi piace all’articolo. La Procura ha chiesto l’archiviazione per tutti (difesi dagli avvocati Elena Ferretti, Alberto Marchesi, Concetta Gugliotta), ma l’avvocato Luca Tafi che assiste il giovane si è opposto alla decisione del pm. Di qui l’udienza davanti al gip Giuseppe Laghezza che si è riservato la decisione. (p.b.)
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