Il Tirreno

Pontedera

Museo di arte sacra, recuperate due opere rubate nell’84: valgono 300 mila euro

Andreas Quirici
Museo di arte sacra, recuperate due opere rubate nell’84: valgono 300 mila euro

Volterra, l’indagine dei carabinieri ha portato al ritrovamento di un reliquiario e un bacile

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VOLTERRA. Nella notte della vigilia di Natale dell’ormai lontano 1984 ci fu un furto a Volterra. Non uno qualunque, ma la sottrazione di una decina di oggetti dal Museo diocesano di arte sacra. Un anno dopo, i carabinieri recuperano due sportelli di un reliquario in rame da un collezionista romano. Nel 1997, invece, venne rinvenuta una navicella in una mostra dell’antiquariato di Siena. Nel 2016, invece, il nucleo tutela del patrimonio culturale dei carabinieri ha trovato un dittico reliquario in legno e vetro del XIV secolo raffigurante la Madonna con Bambino e la Crocifissione, attribuito al Maestro dei putti bizzarri e un bacile in terracotta smaltato con orifiamma di San Bernardino del XIV prodotto nell’area di San Dalmazio a Pomarance nel XIV secolo. Per un valore superiore ai 300mila euro, in base a quotazioni delle aste nel mercato dell’arte. Ieri mattina, nel palazzo vescovile, c’è stata la cerimonia di riconsegna dei due oggetti ritrovati di recente che saranno esposti nella nuova sede del Museo diocesano di Volterra.

Due oggetti di non grandi dimensioni, ma di elevato valore per la comunità del Colle etrusco. Quel furto provocò «una ferita profonda» nella collettività, come ha ricordato il sindaco Marco Buselli. Malgrado nel verbale di denuncia ai carabinieri dell’epoca venne indicata la cifra di tre milioni di lire. «Ma oggi possiamo dire che quella ferita è rimarginata, almeno in parte – ha aggiunto Buselli – perché ne mancano ancora molte all’appello di opere d’arte rubate appartenenti al nostro patrimonio culturale».

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Vietato demordere in questi casi, come insegna il ritrovamento del dittico e del Bacile che, trentaquattro anni dopo, sono tornati a casa. «Nel nostro campo, più passa il tempo, maggiori sono le probabilità di ritrovare le opere d’arte rubate – assicura il maggiore Lanfranco Disibio, comandante del nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Firenze, presente insieme al maresciallo Claudio Terzulli alla cerimonia nel palazzo vescovile – Il lavoro che svolgiamo è certosino. Facciamo controlli ai mercati dell’antiquariato, alle fiere, alle aste e nelle collezioni d’arte praticamente in tutta Italia. Spesso veniamo a conoscenza del ritrovamento di oggetti ritenuti antichi e di dubbia provenienza durante perquisizioni per droga o altri reati».

Basta saper aspettare, e non mollare mai la presa, quindi. È stato così per il reliquiario in legno e vetro, trovato in casa di un collezionista d’arte di Ferrara, al centro di un’inchiesta per altri motivi e trovato in possesso, durante la perquisizione dei carabinieri nella propria abitazione, di quell’oggetto antico rubato da Volterra nel 1984. Il bacile, invece, si trovava in casa di un privato a Firenze proveniente, con molta probabilità, da un lascito ereditario. Per entrambe le persone che avevano queste opere d’arte non è scattata la denuncia, perché i militari ritengono ne fossero in possesso in buonafede. «Un ottimo risultato, frutto della collaborazione tra le diocesi e le soprintendenze, come accaduto per Volterra – ha aggiunto Disibio – che hanno catalogato le opere dandoci la possibilità di lavorare con dati certi e documentati».

«Quello della tutela del patrimonio culturale è un reparto conosciuto in tutto il mondo – ha spiegato il colonnello Nicola Bellafante, comandante provinciale dei carabinieri – e questo ritrovamento di oggetti preziosi è la dimostrazione di quanto sia importante la loro attività per città dal patrimonio artistico di grande rilievo come Volterra».

Ora i due oggetti antichi saranno esposti nel Museo diocesano, diretto da Umberto Bavoni, anche se il sindaco ha espresso la volontà di mostrarli alla cittadinanza in un evento pubblico. «Ringrazio davvero tutti – ha sottolineato il vescovo Alberto Silvani – in special modo l’Arma dei carabinieri. Ma non solo per l’importantissimo ritrovamento. Ma anche per la vicinanza dei carabinieri ai cittadini. La loro presenza sul territorio è fondamentale per tutti noi».

Una ferita sanata, concetto tirato in ballo anche da Amedeo Mercurio, funzionario della Soprintendenza. «Mi occupo di restauri – ha detto – e i furti di opere d’arte li paragono ai traumi e ai colpi inflitti per varie ragioni al patrimonio artistico di cui ci occupiamo. Ecco, perché questi recuperi degli oggetti antichi rubati a Volterra devono essere accolti da parte di tutti con grande soddisfazione».

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