Sicurezza
«Proveremo a convincere il nuovo medico a restare»
L’impegno preso dalla sindaca Deidda e dal direttore Asl Mennuti con i cittadini A Staffoli resta solo Mariotti fino (forse) all’arrivo a primavera del nuovo dottore
STAFFOLI. La sfida è provare a convincere il nuovo medico, atteso con la graduatoria regionale della prossima primavera. A lui (o a lei) Comune e Asl prospetteranno la possibilità di insediarsi nell’ambulatorio di Staffoli, scrivendolo anche all’interno del bando, fermo restando la libertà di ogni medico di organizzarsi come crede all’interno del territorio comunale convenzionato.
È l’impegno assunto martedì sera, durante il forum della frazione, dalla sindaca di Santa Croce Giulia Deidda e dal direttore della rete sanitaria dell’Asl Toscana Centro Nedo Mennuti, al termine dell’incontro richiesto dai cittadini dopo la decisione della dottoressa Silvia Ghisu, dal primo gennaio, di privilegiare l’ambulatorio del capoluogo rispetto a quello della frazione. Decisione che ha scatenato la protesta di Staffoli, dove il solo medico rimasto (la dottoressa Maria Cristina Mariotti) ha già raggiunto la quota limite di 1500 pazienti.
Da qui la necessità di recarsi a Santa Croce, ad eccezione ovviamente di anziani o persone in difficoltà per i quali è garantita l’assistenza domiciliare. «Non abbiamo strumenti per obbligare un medico a stare in un ambulatorio piuttosto che in un altro – ha precisato Deidda – ma possiamo provare a convincere la persona che arriverà, proponendo una collocazione che in questo momento può essere anche molto appetibile».
Nell’attesa, la Pubblica Assistenza si è resa disponibile a fare la “spola” verso Santa Croce per i cittadini che avessero esigenze particolari. A far discutere, però, è stata soprattutto la decisione di Ghisu (assente alla serata per un lutto familiare) di abbandonare di punto in bianco i locali di Staffoli.
«Non penso che il problema sia economico come ha dichiarato la dottoressa», ha detto Deidda in risposta alla consigliera Meropini che, nei giorni scorsi, aveva chiesto all’amministrazione di fornire gratuitamente gli spazi dell’ambulatorio, dati in gestione alla Pubblica Assistenza. «Mi sembra anche un’anomalia – ha aggiunto Deidda – che la dottoressa riscuota per i pazienti di Staffoli, quando a Staffoli, di fatto, non ci sta». Parole «offensive e irrispettose» a detta di Ghisu, che ribatte al sindaco ricordando come «le spese non si limitavano al solo affitto, ma anche allo stipendio di una segretaria alla quale ho dovuto rinunciare. In quanto ai soldi che percepirei illegittimamente – aggiunge – ricordo che nessuno “rastrella” i pazienti: tutti possono scegliersi il medico che preferiscono e cambiarlo».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
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