La manifestazione
Colpì con calci e pugni il rivale: condannato
Pena di 2 anni e 8 mesi per un dominicano di 39 anni residente a Pontedera Aggredì un coetaneo magrebino colpendolo con una fibbia e anche con un sasso
PONTEDERA. Per quasi cinque minuti, quando ormai era riverso sul marciapiede privo di sensi, aveva continuato a colpirlo, al volto e sulla testa: con calci, con pugni, con la fibbia della cintura e anche con quello che, dalle registrazioni delle telecamere, era poi sembrato essere un sasso. Erano da poco passate le 4,30 di una domenica mattina – del 10 aprile del 2016 – quando Mateo Morillo Nelis, 39 anni, dominicano residente a Pontedera, si era dato alla fuga abbandonando quel suo coetaneo di origini tunisine davanti a un locale notturno di via Manin, a Montecatini. Per poi essere arrestato quattro giorni dopo dai carabinieri, con l’accusa di tentato omicidio.
Ieri mattina, l’uomo, attualmente sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Pontedera, è comparso davanti al gup Maria Elena Mele. Difeso dall’avvocato Claudio Casciani, che in fase di indagini è riuscito a far derubricare l’iniziale imputazione di tentato omicidio in quella di lesioni gravi, è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione con il rito abbreviato, grazie al quale ha usufruito dello sconto di un terzo sulla pena.
Come detto l’episodio si era verificata attorno alle 4,30 di domenica 10 aprile 2016 in via Manin, nei pressi del bar Asd Imperio Latin Club (poi chiuso per 15 giorni dal questore di Pistoia).
Le telecamere esterne del locale immortalano tutta la scena. Prima una rissa fra una decina di persone. Latino americani da una parte, magrebini dall’altra. Poi Nelis che esce di corsa dal locale e punta dritto verso il tunisino – residente a Montecatini, anche lui oggi 39enne – aggredendolo selvaggiamente con pugni e calci. E quando si accascia a terra, continua a colpirlo per circa cinque minuti, alla testa e all’addome. Per poi fuggire a bordo di un’auto guidata da un amico.
Con il ferito abbandonato sull’asfalto si passa alla seconda parte della violenta nottata. Che vede coinvolti gli operatori del vicino Soccorso Pubblico. Quando l'aggressione finisce, gli amici del ferito raggiungono infatti l'associazione di volontariato scambiata per una sorta di pronto soccorso. La porta è chiusa. Iniziano a battere sulla vetrata con violenza, urlano, chiedono soccorso per l'amico pur non volendo che i volontari coinvolgano le forze dell'ordine. Il gruppo sfonda la porta. Uno di loro si avventa contro il centralinista, lo prende a schiaffi e pugni. Il giovane riesce a scappare fuori, inseguito con un bastone. Ma ce la fa: chiama un taxi e torna a casa sotto choc. Quattro giorni dopo, grazie anche alla collaborazione del Commissariato, i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia arrestano il dominicano.
Ieri mattina, il processo.
Massimo Donati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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