Sicurezza
“ALLA FACCIA VOSTRA” PIÈCE IRRESISTIBILE
La morte per infarto dell’anziano scrittore Bosco, subito certificata dal dottor Garrone, la cui abitazione-studio è al piano superiore, eccita nella parentela più stretta, subito accorsa alla...
La morte per infarto dell’anziano scrittore Bosco, subito certificata dal dottor Garrone, la cui abitazione-studio è al piano superiore, eccita nella parentela più stretta, subito accorsa alla notizia, la golosa aspettativa della munifica eredità. Esclusa la fedele governante Luisa, i congiunti non mostrano un accenno di cordoglio, se non simulato con toni anche caricaturali. Quella morte è per loro provvidenziale.
L’indebitato Sesto, genero detestato, vi vede la salvezza dal carcere e dalla confisca dei beni, cui il giudice sta per condannarlo. E progetta di ottenere a tamburo battente un ingente prestito, prospettando al rapace banchiere Marotta prevedibili futuri guadagni. La quarantaquattrenne Angela, che lo scrittore ha sposato in seconde nozze per, diciamo, vizio senile, si prospetta una disponibilità illimitata di denaro, per un sollazzevole futuro con l’amante parigino.
Questa la premessa de “Alla faccia vostra”, irresistibile pièce comica di Pierre Chesnot che la Compagnia Molière ha portato alla Città del Teatro di Cascina. Protagonisti la versatile Debora Caprioglio nel ruolo di Angela, il funambolico Gianfranco Jannuzzo in quello del genero, dal quale partono tutti gli input dell’azione, e quattro spalle di adeguata bravura, funzionali al meccanismo narrativo.
Rossi Gastaldi ha puntato su un ritmo teatrale che non concede posa agli attori e non consente al pubblico di riprendere fiato nel seguito delle risate, tale e così perfetto è il congegno dei tempi delle entrate e delle uscite, il continuo sviluppo delle situazioni, i movimenti scenici e quelli dei personaggi, che hanno talora un’animazione marionettistica. Il ritmo, del resto, si fa ulteriormente stringente quando la morte dello scrittore si rivela apparente. Debora Caprioglio recita da attrice consumata la fatuità e la volgare ipocrisia dell’inaffettiva moglie, ma il perno di tutta l’azione è sicuramente il polivalente Gianfranco Jannuzzo, che è così esauriente nell’esaurire in chiave comica la complessità del personaggio, da scaricarne in forma esorcistica, appunto, le qualità negative.
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