Il Tirreno

Pontedera

Furti in conceria: chiede di patteggiare

Un secondo imputato vuole l’abbreviato, per altri due istanza di messa in prova

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SANTA CROCE. Quello che era ritenuto il mandante dei colpi, almeno due, nelle concerie ha chiesto di patteggiare. Il “mediatore” che procacciava la manovalanza per compiere i furti vuole essere giudicato con il rito abbreviato condizionato alla presentazione di alcuni documenti medici.

Ci sono poi due imputati, gli autori materiali delle incursioni nelle aziende, che hanno chiesto la messa alla prova. Altri due non hanno optato per riti alternativi e per loro il processo proseguirà con il dibattimento in aula.

Davanti al giudice Raffaella Poggi hanno preso strade diverse le posizioni dei quattro imputati accusati di furto aggravato in concorso e due di ricettazione.

Marco Cataldo, 55 anni, di Fucecchio, ha chiesto il rito abbreviato condizionato. Per l’accusa era l’anello di congiunzione tra il committente e gli esecutori materiali dei furti. Conosceva l’ambiente della microcriminalità e aveva occasione di contattare e proporre i raid in concerie e calzaturifici.

Genc Hysaj, 25 anni, albanese e il connazionale Nehar Mesja, 26 anni, residenti tra Castelfranco di Sotto e Fucecchio, hanno chiesto la messa alla prova. Assistiti dall’avvocato Maurizio Nasti, i due se completeranno con esito positivo il programma messo a punto dell’ufficio esecuzione pene esterne otterranno l’estinzione del reato. Il processo per loro è sospeso in attesa della valutazione del lavoro di pubblica utilità che andranno a eseguire nei prossimi mesi.

Hysean Hysaj, 34 anni e Ivitza Salkanovic, 41 anni, di Cascina, proseguiranno nel dibattimento. Ha chiesto di patteggiare Michele Zarrelli, 73 anni, imprenditore di Fucecchio, difeso dall’avvocato Francesco Maltinti. L’accordo con la Procura (pm onorario Vincenzo Molinaro) è per un anno e 8 mesi con la sospensione condizionale. Due gli episodi di furto su commissione ammessi dall’imprenditore. I colpi, quattro in tutto, hanno un’estensione temporale che va dal gennaio all’aprile 2016 ai danni di aziende sparse tra Santa Croce sull’Arno, Vicopisano, Fucecchio e Segromigno in Monte. Il pellame era il bottino per portare via il quale gli autori si servivano di furgoni rubati sul posto. Raid da centinaia di migliaia di euro su cui hanno indagato i carabinieri. (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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