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Santa Croce, tutti in maschera

Giacomo Pelfer
Santa Croce, tutti in maschera

Il Carnevale festeggia novant'anni, ospite d'onore il cantautore Don Backy

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SANTA CROCE. Il sole del tramonto, al termine di una domenica (28 gennaio) quasi primaverile, ha fatto risplendere al massimo stoffe e paillettes della prima mascherata 2018. Un’esplosione di colori in una piazza Matteotti rinnovata e piena di gente, salutata dalle parole e dalla voce dell’intramontabile Don Backy, al secolo Aldo Caponi, tornato nella sua Santa Croce per celebrare i 90 anni di un carnevale al quale ha dedicato oltre 20 canzoni. Brani simbolo, canticchiati e fischiettati nelle lunghe sere di lavoro e preparativi nelle stanze dei gruppi. Quattro gruppi che quest’anno hanno davvero messo in piazza il massimo della fantasia per accaparrarsi l’edizione del novantesimo.

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«Perché novant’anni sono una vita intera – ha detto dal palco la sindaca Giulia Deidda –. E il merito va proprio ai quattro gruppi che insieme al Comitato riescono ad organizzare una bella festa».
«Quest’anno la fortuna ha voluto che non avessi altri impegni, permettendomi di tornare al mio carnevale al quale sono da sempre legatissimo», ha detto don Backy ricevendo la targa realizzata dal Comitato e consegnata dalla presidente Manuela Bracci. Poche parole che hanno dato il via alla mascherata 2018, presentata e commentata anche quest’anno dal quartetto del Trio Fio, ma soprattutto aperta dalla rinata Banda degli Spensierati, rispolverata dalla storia più lontana del carnevale, quella precedente alla guerra, e riportata in piazza per fare da apripista alla sfilata dei gruppi.

Il compito di aprire le danze, stavolta, è toccato al gruppo La Lupa, arrivato in piazza Matteotti con il titolo “Novanta la paura”, giocando sull’anniversario del carnevale per mettere in scena le fobie e le paure che più ci tormentano, anche quelle più nascoste: dai gufi ai serpenti, dal fuoco alla sciagura dello specchio rotto. Sfilata movimentata quella del Nuovo Astro, che attraverso il titolo “La Notte è piccola per noi, troppo piccolina” ha portato in piazza i luoghi, i lavori e le follie che caratterizzano la notte, insieme a due improbabili gemelle Kessler dentro lo schermo di un vecchio Telefunken. “Comunque vada… sta’a sentì che botta” era invece il titolo de La Nuova Luna, che ha trasformato i figuranti in botti, fuochi d’artificio e razzi umani, seguiti da Kim Jong-Un e Donald Trump alle prese con ben altri “botti”. In coda il gruppo Gli Spensierati con la mascherata dal titolo “Se un lo capite… vi si fa un disegnino”, dedicata al mondo colorato, variegato e “spensierato” dei tatuaggi: dalle farfalle ai fiori, dai disegni tribali fino ai tatuaggi da marinaio.

Uno spettacolo circondato da una bella cornice di pubblico. Spettacolo che sarà ripetuto domenica 4 e domenica 11 febbraio, nell’ultima delle tre uscite che decreterà il gruppo vincitore del 2018, al quale sarà assegnata l’opera firmata da Romano Masoni. Nei giorni del carnevale sarà possibile acquistare il libro dedicato ai 90 anni, insieme al cd con tutte le canzoni della festa.
 

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