Sicurezza
Prete trasferito, striscioni per contestare il vescovo
Fauglia: nel weekend l’avvicendamento tra i sacerdoti e il saluto dei ragazzi a don Andrés. Le fedeli: «Il monsignore non ha voluto parlarci, ma ha promesso un incontro»
FAUGLIA. Un prete che va e uno che viene. Apparentemente la normalità in una parrocchia. Ma il cambio della guardia a Fauglia e Valtriano sta segnando una vicenda che coinvolge anche Papa Francesco, al quale i parrocchiani hanno inviato una lettera per conoscere i motivi della partenza del colombiano don Andrés Jorge Echeverry Molina, sostituito da don Stanislas Ngendakumana, originario del Burundi.
L’avvicendamento tra i due è avvenuto questo fine settimana. Il sudamericano ha celebrato la sua ultima messa a Fauglia sabato alle 18, salutato da tanta gente in chiesa, una lettera dei giovani e una commozione infinita. L’africano, invece, è giunto ieri, accolto da striscioni e da un gruppo di mamme e ragazzi che attendevano l’arrivo del vescovo di San Miniato, monsignor Andrea Migliavacca, dal quale però non hanno ricevuto risposta alle richieste di chiarimenti sulla vicenda.
«Monsignor Migliavacca è entrato in chiesa senza fermarsi a parlare con noi – hanno detto alcune parrocchiane subito dopo l’arrivo del vescovo – Quando si è insediato ha detto di voler dialogare con i giovani, però non ha fatto nulla per capire le nostre ragioni e fornirci spiegazioni». Poi, però, Migliavacca ha promesso un incontro.
Don Andrés è stato richiamato a San Miniato. Il nuovo parroco di Fauglia e Valtriano non arriva certo in un clima sereno.
«Ma noi non ce l’abbiamo con don Stanislas – hanno proseguito i parrocchiani – Abbiamo esposto gli striscioni per testimoniare affetto nei confronti del “nostro” parroco».
Sabato sono stati i ragazzi, che da tempo non andavano più in chiesa e che don Andrés ha riportato in parrocchia, a salutare nel modo migliore “il loro don”.
«Non avremmo mai immaginato che tutto ciò potesse accadere, così in fretta – recita la lettera letta in chiesa – Noi che insieme a te avevamo grandi progetti da realizzare. Tu che eri diventato per noi tutti il nostro punto di riferimento. Non potremmo mai dimenticare il nostro prima o incontro, ricordi? Eravamo tutti in piazza, quando tu ti avvicinasti a noi, salutandoci con quel gesto che, da quel giorno, diventò sempre più frequente».
Parole semplici che arrivano dal cuore dei parrocchiani più giovani. «Con i tuoi modi sei riuscito a formare questo gruppo così numeroso, anche se oggi non siamo tutti presenti. Noi ti vogliamo ringraziare di cuore per il tempo che ci hai dedicato, per averci aperto le porte di casa tua. Grazie a te ci siamo avvicinati alla chiesa che da anni avevamo abbandonato, inoltre ci hai insegnato a crescere e ad affrontare i problemi che la vita ogni giorno ci presenta. In questo caso, anche se ne siamo usciti sconfitti, possiamo dire che sei e sarai per sempre la vittoria più bella». Firmato, «i tuoi bimbi».
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