Il Tirreno

Pontedera

Ville sequestrate a Orentano indagati due imprenditori

di Luca Tronchetti
Ville sequestrate a Orentano indagati due imprenditori

Eugenio e Nicola Barbieri sono accusati di riciclaggio: cercavano di trasferire soldi a Montecarlo Sequestri della guardia di finanza su immobili e conti correnti per un totale di 3,7 milioni di euro

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Stavano per trasferire 2 milioni e 277mila euro in un conto corrente acceso su un’altra società a loro riconducibile in una banca a Montecarlo nel Principato di Monaco. Soldi, stando all’accusa, in parte provento della vendita di una villa del valore di 4, 3 milioni nel Capannorese e oggetto di distrazione dal fallimento di un’azienda di materie plastiche. Per impedire l’operazione ritenuta illecita la compagnia della Guardia di finanza è dovuta intervenire attraverso l’Ufficio Informazioni Finanzarie della Banca d’Italia che all’ultimo tuffo ha bloccato il trasferimento del denaro.

È solo una parte del sequestro operato dalle fiamme gialle, che ha riguardato anche due ville nel Comune di Orentano: una di 12 vani e l’altra di 7, nell’ambito di un’inchiesta durata quasi due anni e diretta dal sostituto procuratore Enrico Corucci e che ha portato il giudice delle indagini preliminari Antonia Aracri al sequestro preventivo di denaro e beni mobili e immobili per oltre 3, 7 milioni nei confronti di due imprenditori altopascesi accusati di riciclaggio e autoriciclaggio nell’ambito del fallimento datato 16 ottobre 2013 della Stamplast srl, azienda in località Ferrenti a Spianate di Altopascio.

Gli indagati. Nei guai sono finiti Eugenio Barbieri, che compirà 70 anni il prossimo 25 aprile, nato a Castelfranco di Sotto e residente a Orentano, accusato di autoriciclaggio e il figlio Nicola Barbieri, 38 anni, nato a Lucca, socio della Logistica Sivep incorporata dalla Stamplast un anno e mezzo prima della declaratoria fallimentare.

I beni sequestrati. Stando ai finanzieri i due imprenditori per eludere ogni tipo di controllo dopo il fallimento della Stamplast avrebbero distratto ingenti somme di denaro ai creditori per poi frazionarle suddividendole in 25 diversi conti correnti accesi di recente sulla Vival Banca e su Unicredit. Non solo. Per gli investigatori il patrimonio immobiliare illecitamente accumulato attraverso l’acquisto di ville di pregio sarebbe stato celato attraverso la costituzione di un apposito trust. Tra i beni oggetto di distrazione e posti sotto sequestro parti di due ville, una di 12 vani e l’altra di 7, entrambe a Orentano a poche centinaia di metri l’una dall’altra. Poi appartamenti, terreni, vigneti in provincia di Lucca e quote societarie per circa 100mila euro.

Una storia intricata. Una vicenda che parte da lontano, 4 anni e mezzo fa con il crac della Stamplast srl costituita nell’ottobre 2012 a seguito della scissione della Logistica Sivep srl società riconducibile alla famiglia Barbieri.

In particolare per gli investigatori padre e figlio attraverso un percorso costituito ad hoc per eludere ogni tipo di controllo avrebbero utilizzato soldi distratti illegalmente dal fallimento della propria azienda, per un importo di oltre 5 milioni di euro, per acquisire le prestigiose proprietà immobiliari. Il patrimonio immobiliare così illecitamente accumulato sarebbe stato poi celato attraverso la costituzione di un apposito trust.

C’è poi un aspetto, poi, che balza agli occhi dell’ufficio del pubblico ministero: al momento della fusione la Sivep srl con un patrimonio di 656mila euro al settembre 2012 venga ceduta a un cinese nullatenente al prezzo di un euro poco dopo. Per questo le indagini proseguono. Barbieri padre e figlio sono riusciti da soli a eludere i controlli oppure ad aiutarli nell’adottare quel marchingegno finanziario si sono serviti di professionisti ad hoc?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa