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«Se qualcuno ruba, gli spezzo le mani»

«Se qualcuno ruba, gli spezzo le mani»

L’assessore Rollo interviene sul caso Romei. La sindaca: per anni nessuno si è accorto di nulla

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CASCINA. Se la difesa di Alberto Romei, 52 anni, attualmente ai domiciliari a Pisa, ha scelto il rito abbreviato puntando tutto sulla ludopatia dell’imputato, le altre due imputate, rimaste coinvolte nell’inchiesta che riguarda soldi pubblici spariti dalle casse comunali e che dovevano servire per la gestione degli asili e dei progetti per disabili, hanno deciso di percorre la strada del dibattimento per dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati: truffa e peculato per Romei e Carla Morescalchi, legale rappresentante dell’associazione Telefono Tata, e Chiara Novi, responsabile dell’associazione Trilly che gestisce un asilo a Cascina. E dal dibattimento, spiega l’avvocato Rolando Rossi, difensore di Morescalchi, «non potrà che emergere, come abbiamo visto anche nella prima udienza, che Romei incontrava le responsabili degli asili in municipio, tutto avveniva in forma istituzionale e, da quanto è emerso, non ci sarebbe stato un controllo da parte dei suoi superiori». Aspetto, questo, rilevato dalla Procura presso la Corte dei Conti che ha avviato un procedimento nei confronti della responsabile del settore, Gabriella Carrozzo, per il mancato controllo. Del resto, ci sarebbero pratiche e istruttorie inviate alla Regione per ottenere finanziamenti a firma della responsabile anche se oggi lei stessa ammette – lo ha fatto anche in tribunale – di non essere stata a conoscenza dei vari passaggi.

Una vicenda molto pesante. Ieri la sindaca Susanna Ceccardi e l’assessore e vicesindaco Dario Rollo hanno commentato la prima udienza del processo.

«A Cascina, all’ufficio scuola, da anni andava avanti un sistema perverso, fatto di ruberie, truffe e marchingegni ai danni delle casse comunali e dei bambini. Solo negli ultimi 5 anni il maltolto ammonterebbe a più di 400.000 euro. Stranamente nessuno si era mai accorto di nulla, finché non siamo arrivati noi. Il processo parlerà. È certo che se fosse successo tutto questo sotto gli occhi di un’amministrazione leghista, ci sarebbero le paginate sui giornali nazionali. Invece è successo sotto gli occhi di amministrazioni Pd e allora... sono sviste! La legalità prima la facevano con le marce in piazza, noi invece la portiamo avanti con i fatti, denunciando», ha scritto il sindaco.

Dello stesso tenore le frasi di Rollo che chiede rigore: «Questa si chiama legalità! Mi stupisco come mai per tanti e tanti anni, mai nessuno (e dico nessuno, né politici, né tecnici) si sia accorto di questo sistema truffaldino. Se dovessi avere il sentore di qualcun altro che ha rubato, o peggio ancora continua a farlo, gli spezzerò le mani prima di denunciarlo alle autorità competenti. Le cifre sottratte sono alte. Circa 500mila euro negli ultimi 5 anni. Ma il sistema Romei andava avanti dal 2005, le somme potrebbero essere quasi il doppio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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