Il Tirreno

Pontedera

Conto da 429mila euro per avere indietro la casa

di Alessandro Bientinesi
Conto da 429mila euro per avere indietro la casa

Una famiglia ha già versato 200mila euro al costruttore (poi fallito) ma ora è costretta a ricomprare l’immobile all’asta e poi dare al Comune gli oneri di urbanizzazione

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CASCINA. Pagare una casa direttamente dal costruttore. Preliminare di vendita, poi il versamento di 240mila euro. I lavori che procedono fino a quando l’azienda, la Stil Costruzioni srl, entra in crisi. E poi fallisce. Il sogno di una casa che si trasforma in un incubo per almeno tre famiglie. Il rischio concreto di vedere l’immobile nel si vive da anni finire all’asta. E l’ultima beffa: quella di dover pagare, oltre al prezzo della casa all’asta, più di 400mila euro di oneri di urbanizzazione.

«La vicenda nasce nel 2012 ed è complessa ma rischia di trasformarsi in una beffa – spiega l’avvocato di una delle famiglie coinvolte nel fallimento, Francesco Donati –. Nei giorni scorsi i miei assistiti hanno ricevuto lettera dal tribunale nella quale si conferma il diritto di prelazione sull’immobile nel quale vivono che andrà all’asta. Il problema è che gli oneri di urbanizzazione, non pagati dalla Stil Costruzioni a causa del fallimento, devono essere ripartiti in carico agli acquirenti».

Il paradosso? Il primo ad acquistare la casa dovrebbe pagare gli oneri di urbanizzazione per tutta la lottizzazione e non solo per quelli della propria abitazione. «Sono altri 429mila euro che i miei assistiti, dopo tutto quello che hanno dovuto affrontare, dovrebbero pagare per poi rivalersi sugli altri futuri proprietari – spiega l’avvocato –. Per questo nei giorni scorsi abbiamo incontrato il sindaco Susanna Ceccardi per studiare una possibile soluzione. Pare, infatti, che sugli oneri di urbanizzazione ci fosse una fideiussione bancaria».

Gli immobili di via Tenco, anche quelli abitati, hanno anche altre problematiche. A tutti gli effetti si trovano lungo strade di cantiere, molte delle quali ancora sterrate. Nei prati di fronte ci sono diversi “scheletri” di cemento degli immobili non terminati. L’illuminazione pubblica è completamente assente e le zone di verde sono completamente abbandonate. Condizioni che possono metterne in parte in dubbio anche l’agibilità. In totale ci sono due blocchi composti da appartamenti quadrifamiliari, un altro blocco di bifamiliari. Poi una serie di sei appartamenti a schiera. Una villetta e altri tre “scheletri” ormai abbandonati.

«Ecco perché il conto legato agli oneri di urbanizzazione sfiora i 430mila euro – spiega l’avvocato Donati –. Si capisce come i miei assistiti, ma con loro anche le altre famiglie coinvolte, stiano cercando una soluzione alternativa. Il sindaco Ceccardi, che ha immediatamente contattato l’assessore all’urbanistica Logli, si è mostrata disponibile. Martedì 30 gennaio è già stato fissato un altro incontro, anche con l’assessore, sperando di avere sul tavolo una proposta utile per i miei assistiti».

L’asta non è ancora stata fissata, ma dopo anni di immobilismo ora le famiglie di via Tenco vogliono risposte e certezze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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