Sicurezza
Sistema Romei alla sbarra «Vai e preleva mille euro»
CASCINA. Il sistema Romei in Tribunale, ma senza l’ideatore al centro del raggiro che ha fatto uscire dalle casse comunali di Cascina almeno mezzo milione di euro. Lui, Alberto Romei, 52 anni,...
CASCINA. Il sistema Romei in Tribunale, ma senza l’ideatore al centro del raggiro che ha fatto uscire dalle casse comunali di Cascina almeno mezzo milione di euro. Lui, Alberto Romei, 52 anni, residente a Pisa, ha scelto di farsi giudicare con il rito abbreviato condizionato all’esame di una perizia psichiatrica («ho speso tutto nel gioco d’azzardo»). Loro, le altre due imputate, hanno optato per il rito ordinario.
È iniziato ieri mattina con il racconto dei testi dell’accusa il processo a Carla Morescalchi, 57 anni, originaria di Viareggio e residente a Cascina, legale rappresentante dell’associazione cascinese “Telefono Tata”: deve difendersi (avvocato Rolando Rossi) dall’accusa di truffa e peculato in concorso con Romei. Era, invece, in aula l’altra imputata Chiara Novi, 40 anni, residente a Pisa, responsabile dell’associazione “Trilly” di Cascina, assistita dall’avvocato Bruno Pucci: risponde solo di peculato, sempre in concorso con l’istruttore direttivo. Il Comune si è costituito parte civile con l’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio. Davanti al collegio giudicante (presidente Dani, a latere Iadaresta e Grieco) e al pm Giovanni Porpora, il primo a testimoniare è stato il sottufficiale della Guardia di finanza che ha seguito le indagini. La segnalazione di movimenti strani nell’ufficio di Romei, quello che si occupava di “Diritto allo studio, nidi e progettazione esecutiva”, arrivò grazie ai sospetti dell’assessore cascinese Dario Rollo.
«Ci fece vedere due bonifici per i quali non c’era un provvedimento del Comune» ha spiegato il finanziere della tributaria, la cui ricostruzione ha messo a fuoco il sistema Romei. In pratica gli asili convenzionati ricevevano i soldi dal Comune per i loro servizi. Poi il funzionario li avvertiva che per esigenze di riequilibrio avrebbero dovuto restituire una parte di quanto ricevuto. Quei soldi venivano accreditati sul conto dell’associazione cascinese, “Telefono Tata” (Morescalchi legale rappresentante) che, secondo l’accusa, li prelevava per consegnarli in contanti a Romei. Emblematico uno degli sms recuperati dagli inquirenti inviato dall’impiegato a Morescalchi: «Dovresti prelevare mille euro». Ma a volte erano duemila. L’associazione come collettore degli importi che dagli asili entravano nella disponibilità di Romei con il passaggio sul conto di “Telefono Tata” che per alcuni anni è risultata pure inattiva. Ecco perché nel 2016 Romei si rivolge anche alla cooperativa Trilly (legale rappresentante Chiara Novi). Identica la procedura. Il pm ha rimarcato in più passaggi i mancati controlli sull’operato di Romei. In aula si torna il 28 marzo con testi delle difese ed esame delle imputate.
(p.b.)
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