Attenzione
Ex agente delle miss a processo
Paolo Ciucci è imputato a Pisa per commercio di capi contraffatti
CASCINA. Sono stati rinviati a giudizio per ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. Sarebbero questi i reati commessi dall’ex agente esclusivo di Miss Mondo per la Toscana, Paolo Ciucci, dalla moglie Cristina Pasqualetti e dal pisano Federico Caso. Ci sarebbe un giro di capi contraffatti al centro dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero della procura di Pisa Miriam Pamela Romano. Marchi di pregio come Woolrich, Napapijri, Nike o Liujo, acquistati per poi essere rivenduti – secondo l’accusa – dai tre commercianti della provincia di Pisa.
Un’indagine, che ormai si è trasformata in processo vero e proprio, che in realtà si aggiunge a una prima già aperta dalla procura di Pistoia e che – per quanto riguarda il filone della nostra zona – è nata da un controllo amministrativo fatto in uno spaccio di abbigliamento di Cascina, il 28 gennaio del 2012. Il lavoro degli inquirenti è andato avanti per mesi e negli atti dell’inchiesta figurano anche numerose intercettazioni telefoniche, con le utenze degli indagati (ora imputati) messe sotto controllo dalla polizia giudiziaria. Di Paolo Ciucci, originario di Navacchio, per altre questioni si era occupato il tg satirico “Striscia la notizia”, con l’inviata toscana Chiara Squaglia. Il sessantenne, ex referente toscano del concorso di Miss Mondo, secondo quanto ricostruito un anno fa dalla trasmissione di Canale 5 avrebbe fatto avances sessuali alle concorrenti in cambio di favori per vincere le gare e aggiudicarsi fasce e titoli. Circostanza che aveva portato al suo allontanamento dal concorso e all’annullamento delle selezioni toscane. Ieri il rinvio a giudizio per ricettazione e commercio di prodotti con segni falsi, insieme alla moglie e a Federico Caso. Lui e la consorte, nel 2011, si erano anche candidati come consiglieri comunali nella lista “Donne di Cascina”, in occasione delle elezioni amministrative poi vinte dall’ex sindaco Alessio Antonelli. Nel procedimento erano indagati anche un quarto commerciante di San Miniato, Riccardo Lattanzi, che ha scelto il rito abbreviato ed è stato assolto perché il fatto non sussiste. Ha scelto invece il patteggiamento, dopo l’accusa minore rispetto alle altre di favoreggiamento, Ismaila Tamba. Difeso dall’avvocata Sonia Guarneri di Volterra, il giudice Giuseppe Laghezza ha accordato la richiesta di cinque mesi.
Stefano Taglione
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