Il Tirreno

Pontedera

«Colpito al collo da un poliziotto»

Commercialista indagato per calunnia contro un agente già a processo per lesioni

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PONTEDERA. Si è presentato alla biglietteria della stazione di Pontedera con una banconota da cinque euro logora. «Forse falsa», è l’ipotesi dell’impiegata, che per questa ragione non gli vende il tagliando del treno.

È una mattina del giugno 2013, sono da poco passate le 8. Il regionale sta per partire e il commercialista Massimo Cacciuttolo, arrabbiato per quello che lui ritiene un torto, decide ugualmente di salire a bordo per non tardare a un convegno. Ma dopo pochi minuti – secondo quanto raccontato ieri dal suo avvocato, Francesco Ziello Esposito, davanti al giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Laghezza – viene fatto scendere dal convoglio da un agente della polizia di Stato, Maurizio Lupi, attualmente in servizio al commissariato di Pontedera.

Il poliziotto – che stava andando a Firenze ed era stato avvertito dell’accaduto dalla dipendente di Trenitalia, che per caso lo aveva incrociato in stazione dopo essere uscita dal gabbiotto – secondo Cacciuttolo lo avrebbe colpito al collo. Motivo per il quale, in un altro processo, l’agente è stato rinviato a giudizio per lesioni e abuso d’ufficio. Ieri, in tribunale, c’è stata invece l’udienza preliminare per un altro filone d’indagine, comunque collegato: quello relativo al reato di calunnia dove l’indagato è il commercialista di Pontedera e il poliziotto la parte offesa. Doveva esserci la sentenza con il rito abbreviato, ma il gup Laghezza ha rinviato la decisione in quanto rivestiva lo stesso ruolo anche all’epoca del rinvio a giudizio dell’agente. Secondo quanto raccolto dal pm Giancarlo Dominijanni il poliziotto, nel far scendere dal treno il commercialista, non si sarebbe comportato in modo violento, senza colpirlo al collo. Cacciuttolo, al contrario, secondo l’accusa avrebbe rifiutato di esibire il proprio documento d’identità e tentato di darsi alla fuga nel sottopasso. L’avvocato dell’agente, Riccardo Taverniti, conveniva con lui spiegando che il suo cliente avrebbe subìto una querela ingiusta e che il contabile si sarebbe comportato in modo aggressivo.

Opposta la tesi della difesa. L’avvocato Esposito Ziello, dopo aver precisato che il suo assistito si era presentato dopo già due ore in commissariato di Pontedera e che quindi non voleva assolutamente scappare, per lui chiede l’assoluzione perché il fatto non sussiste. E ha spiegato che il commercialista dispone di un certificato medico che attesta la lesione e che, essendoci un altro procedimento già in fase dibattimentale, Cacciuttolo non avrebbe calunniato nessuno.

Stefano Taglione



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