Il Tirreno

Pontedera

Grazie all'allarme fumogeno sventa il settimo furto all'edicola

di Andreas Quirici
L'edicola tabacchi di Bientina e, nel riquadro, Paolo Giannini
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L'edicola tabacchi di Bientina e, nel riquadro, Paolo Giannini

Bientina, i malviventi avevano sfasciato la vetrina dell'attività di Paolo Giannini con un piccone. Messi in fuga dal fumo e dall'allarme         

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BIENTINA. La vetrata d’ingresso rotta con un piccone, la sirena che suona e poi la fuga dei ladri senza rubare nulla. In mezzo a questi ultimi due passaggi, venti secondi per guardarsi intorno e scoprire che Paolo Giannini, per difendere l’edicola tabacchi Pamy di sua proprietà da situazioni come questa, ha installato un allarme fumogeno: locali pieni di una nube che se non scappi ti fa perdere l’orientamento, tanto da non riuscire a trovate la porta per andartene.

La visita dei ladri, avvenuti alle 2,20 del 23 gennaio, era la settima subita dall’attività commerciale. «Per cinque volte ho subito i furti – racconta Giannini – Ma poi ho installato l’allarme fumogeno. Così, sia in questa circostanza che in quella precedente, chi ha provato a entrare è dovuto scappare per evitare di rimanere incastrato nel locale». Il fumo entra in funzione dopo venti secondi dalla partenza dell’allarme che è comunque collegato al proprietario e ai carabinieri.

E dire che di cose da rubare dentro l’edicola tabacchi ce n’erano: gratta e vinci e sigarette su tutta la merce presente. Un’attività che è dotata anche di videosorveglianza, ma l’analisi delle immagini non ha prodotto risultati per il momento. «L’esterno non si vede – racconta il negoziante – e dentro l’edicola il fumo avvolge ogni cosa e rende tutto indecifrabile. Credo che non fossero granché preparati a questo, perché sono stati sorpresi dalla nube. È andata bene, lo ammetto, anche perché sinceramente non se ne può più di tutti questi episodi. Dopo il quinto furto ho deciso di difendermi con questo dispositivo che, per ora, funziona molto bene».

Il rammarico di Giannini, oltre al fatto di essere stato di nuovo nel mirino dei ladri, anche i danni subiti alla porta d’ingresso. «Non so ancora la cifra precisa ma immagino serviranno mille euro per riparare la vetrata».

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