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«San Rocco ha riscritto la storia del Palio»

«San Rocco ha riscritto la storia del Palio»

Buti: la gioia dei contradaioli dopo la vittoria ottenuta correndo in tre batterie con Sanna su Bomario

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BUTI. Bomario fa rima con palio, e non potrebbe essere altrimenti visti i risultati del fortissimo baio oscuro della scuderia Fioravanti. Un cavallo capace di vincere cinque volte in quattro palii diversi: Fucecchio, Ferrara, Asti, e ora anche Buti.

Domenica ha messo un’altra gemma sulla sua corona da “re dei palii”, probabilmente la più brillante della sua carriera. Perché al Palio di Buti non era mai successo che un cavallo vincesse correndo in tre batterie. Bomario, montato da Gavino Sanna, ha infranto una legge non scritta, per la gioia incontenibile dei contradaioli di San Rocco, che tornano a esultare dopo anni difficili.

La contrada di Castel Tonini era rimasta senza vincere dal 1991 al 2013, e cinque anni fa Andrea Chessa su Mondo Marcio avevano interrotto il digiuno.

Domenica è arrivata la quarta stella, dopo un’altalena di emozioni. Il secondo posto nella seconda batteria sembrava aver compromesso le possibilità di vittoria per San Rocco. Poi, nella batteria dei recuperi, il capolavoro di Gavino Sanna e Bomario, che batte San Michele e San Francesco. In finale nessuno credeva a una corsa ancora vincente dei biancorossi. Invece la partenza bruciante di Gavino e Bomario ha fatto brillare gli occhi dei contradaioli di San Rocco, esplosi di gioia dopo l’arrivo del loro fantino col frustino al cielo.

«Abbiamo riscritto la storia del Palio – urla di gioia il capocontrada Eddy Leone prima di passare il “cencio” ai suoi contradaioli – nessuno era mai riuscito a fare una cosa del genere a Buti. Questa contrada ha un cuore enorme e la vittoria è dedicata a tutto il popolo di San Rocco».

Un popolo che aveva sofferto enormemente due anni fa per la morte del proprio cavallo, Golden Down, stroncato da un malore durante la terza batteria del Palio 2016. Questa edizione invece sarà ricordata come una delle più belle, e non solo da San Rocco. Dal punto di vista della sicurezza e per la salute degli animali, infatti, tutto è filato liscio per il secondo anno consecutivo. Dall’ordinanza ministeriale del settembre 2016, che ha imposto l’utilizzo dei cavalli mezzosangue anglo-arabi al posto dei purosangue inglesi nei percorsi non equiparabili a un ippodromo, tutto è andato per il verso giusto. Anche questi cavalli si sono rivelati adatti al percorso di Buti. Contradaioli e appassionati non hanno notato la differenza.

Lorenzo Lazzerini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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