Il Tirreno

Pontedera

«Violenza delle baby gang sì a punizioni esemplari»

di Alessandro Bientinesi
«Violenza delle baby gang sì a punizioni esemplari»

I casi di minorenni che esercitano violenza gratuita sono in aumento Il magistrato: atti di predominio in cui i più giovani si specchiano come in un selfie 

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SANTA CROCE . «Alla base delle aggressioni delle baby gang c’è spesso una violenza insensata. Un atto prevaricatorio come specchio deformante della propria forza. L’obiettivo non è l’atto predatorio ma il guardarsi come in un selfie mentre si esercita il predominio».

Antonio Sangermano, capo della procura del Tribunale dei minorenni di Firenze, non fa riferimento ad un caso specifico. Quello delle baby gang, il cui ultimo caso ha visto due ragazzini di 17 e 14 anni di Santa Croce sull’Arno picchiare e insultare su un treno un altro minorenne, è infatti un fenomeno diffuso ormai su scala nazionale. E il cui denominatore comune è una violenza insensata e gratuita, un modus operandi visto e rivisto, spesso sui treni della tratta ferroviaria che va da Pisa a Firenze ma non solo, che si sta trasformando in emergenza.

«Non faccio riferimento ad alcun caso concreto ma in un’analisi sociologica più ampia la lettura è questa – aggiunge Sangermano –. Questo tipo di aggressione da parte delle baby gang non può risolversi con una pacca sulla spalla. Servono punizioni che lascino il segno, seguite sempre da una formazione pedagogica».

Il fenomeno della violenza tra i giovanissimi, però, è in forte avanzata. In Toscana come nel resto d’Italia. Viene da pensare, allora, se non ci sia un parallelismo tra i casi registrati nella nostra regione e quelli di Napoli.

L’idea del predominio e dell’esibizione della forza, quando non della violenza a tutti i costi, è un comune denominatore tra tutte le aggressioni. Non a caso i minorenni di Santa Croce sull’Arno si sono vantati più volte con i coetanei delle loro scorribande. In un video li si vedeva chiaramente sorridere dopo aver compiuto un pestaggio. Aspettando, spesso, che la vittima rimanesse sola per colpire. E facendo di tutto affinché nessuno li denunciasse.

Se alle spalle dei ragazzi toscani ci sono situazioni familiari molto difficili, l’unico vero elemento di differenza con le aggressioni avvenute in Campania è il modello al quale le baby gang si ispirano. La camorra è il background culturale di molti giovanissimi. Il simbolo al quale ispirarsi è il giovane boss che ha i soldi per vestirsi alla moda. Pieno di donne e con molto potere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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