Il Tirreno

Pontedera

Salme “sparite” ora si passa alle vie legali

di Alessandro Bientinesi
Salme “sparite” ora si passa alle vie legali

I familiari dei morti “parcheggiati” in deposito per una settimana si sono rivolti ad un avvocato

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PONTEDERA. Ieri gli operai erano a lavoro al cimitero comunale di Pontedera, riaperto dopo un giorno di chiusura straordinaria, per completare i lavori di esumazione delle salme e i relativi spostamenti. Un’operazione che come ammesso dall’assessore Matteo Franconi è durata più del previsto a causa del maltempo. «Abbiamo già avvisato i familiari, oggi tutte le salme saranno ricollocate».

Otto giorni dopo l’esumazione. Troppi e con tempistiche e modalità che hanno fatto arrabbiare e non poco alcuni familiari dei cari estinti. Tanto che è già stata preparata una lettera al Comune e una all’Asl. La firma è quella di Monica Galli e Sergio Marinari, i due cittadini che ieri hanno a tutti gli effetti denunciato la scomparsa delle salme dei rispettivi padri.

A questa lettera, poi, ne seguirà un’altra. Quella dell’avvocato Gabriele Meucci dello studio legale Magnani di Pontedera. A lui si sono rivolti Galli e Marinari per capire se, nell’operato del Comune, ci sia stata qualche violazione. «Prima dobbiamo partire dalle responsabilità alle quali ogni amministrazione non può sottrarsi – spiega Meucci –. Se appalta a terzi le procedure di esumazione è comunque responsabile di eventuali errori. Fermo questo primo punto è chiaro che, in particolare nel caso del padre di Monica Galli, il corpo riesumato era perfettamente integro. E per la legge in tal caso non può essere modificata la condizione del cadavere».

Il che significa che per legge non può essere “ridotto” per liberare spazio. «In più durante la procedura sono stati fatti dei danni alla sepoltura e qui si può configurare nei confronti del Comune un danno patrimoniale – prosegue il legale –. A questo si deve aggiungere il danno morale, se non altro per il fatto che per la Galli la salma è ufficialmente andata persa».

Sul registro del cimitero, infatti, i resti dell’uomo risultano già trasferiti in un campo dove la scadenza delle concessione è di 5 anni. A quel posto, però, c’è un altro corpo. «Quel registro è a tutti gli effetti un documento che ha valenza pubblica – spiega l’avvocato –. Quindi la salma è stata ufficialmente persa, almeno per più di una settimana».

Rassicurare spiegando che il corpo è nel deposito, dunque, non basta. «Per questo si configura una sofferenza e un danno morale per il periodo passato senza avere conferma, almeno dalle carte ufficiali, della presenza del padre in quel deposito – conclude il legale –. Per non parlare dei tempi con i quali l’operazione è avvenuta. Per questo metteremo in mora il Comune e richiederemo i danni patrimoniali e morali subiti».

Nel frattempo, come già detto, sia Monica Galli che Sergio Marinari hanno chiesto ulteriori informazioni a Comune e Asl. «Ci chiediamo per quale motivo i nostri cari siano stati rimossi dal punto in cui si trovavano – scrivono –. E perché, poi, siano stati come parcheggiati per giorni nel deposito. Siamo curiosi di sapere il parere competente dell’Asl riguardo a tutto questo, riservandosi l’opportunità di passare a vie legali. Riguardo il maltempo, motivo per il quale l’assessore ha motivato il ritardo dell’operazione, crediamo che in caso di avversità non si scava per esumare le salme. Si attende le condizioni meteo migliori e poi si completa l’operazione nel minor tempo possibile».

Ieri mattina l’assessore Matteo Franconi ha confermato come le salme verranno ricollocate nella mattinata di oggi. «Abbiamo già contattato i parenti, sono stati avvisati che alle 11 si completerà l’operazione di spostamento dal deposito dei loro cari – spiega Franconi –. L’attesa si è protratta più del previsto per il maltempo. I cittadini invieranno lettere e richieste risarcimenti? Posso dire che se ci saranno responsabilità da parte dell’amministrazione ce ne faremo carico, ma l’operazione è avvenuta secondo quanto riportato nel nostro regolamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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