Attenzione
Mega complesso finisce all’asta per l’ottava volta
Il 6 marzo è fissato l’incanto per i 34 appartamenti a Rivalto Il prezzo è di 1,2 milioni, quattro volte più basso di quello iniziale
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CHIANNI. L’ottava asta giudiziaria. Un prezzo partito da 4,8 milioni e sceso fino a poco più di 1,2. È la storia del complesso turistico ricettivo costruito in località La Canapaia a Rivalto, nel territorio di Chianni. Tre fabbricati con trentaquattro appartamenti abbandonati dal 2012, anno in cui la Turmar di Livorno, società immobiliare che aveva tentato l’avventura di una struttura mastodontica in un angolo remoto, ma meraviglioso, dell’Alta Valdera.
Il 6 marzo è fissato l’appuntamento nella sede del commercialista Alessandro Bagnoli, di Livorno, per l’ottavo incanto: il tentativo di vendere una proprietà che è più volte finita nelle pagine di cronaca giudiziaria e anche in quella di cronaca nera.
La Turmar, infatti, apparteneva a Giuseppe Doveri, finito al centro di un processo per una maxi frode fiscale da 20 milioni che a Livorno ha fatto storia, coinvolgendo anche la famosa villa Montebello.
Ma a La Canapaia, nel settembre 2016, c’è stato anche il ritrovamento del cadavere di un 25enne morto per una caduta. Originario di Barberino del Mugello, era arrivato a Pontedera da poco tempo per poi trasferirsi proprio in uno degli edifici del complesso turistico ricettivo. Venne trovato con una ferita alla testa in una delle stanze della struttura che si affaccia sulle colline nelle vicinanze di Chianni, sul versante che guarda a Terricciola.
Ora questo ennesimo tentativo di trovare un compratore di quello che doveva diventare il centro del turismo in Alta Valdera e che invece è abbandonato da anni senza che nessuno se ne sia mai interessato più di tanto. I sette incanti precedenti non hanno mai riscosso particolare successo. Ora il prezzo è ulteriormente sceso, nella speranza di ingolosire qualche investitore che possa vedere nel complesso un’opportunità di sviluppo e di rilancio per la struttura che avrebbe dovuto avere ben altro destino.
Nessun commento da parte di Alessandro Bagnoli su eventuali offerte già pervenute al suo ufficio riguardo a questa operazione. «Non posso fornire questo genere d’informazioni», ha detto il professionista. Nella descrizione dell’immobile, inserita nell’annuncio per l’asta si legge che «l’area circostante il complesso è costituita da zone a verde condominiale attrezzate con percorsi pavimentati, piscina in fase di costruzione, terrazze, locale autoclave, locale spogliatoio, docce».
Ora non resta che aspettare eventuali offerte che dovranno essere presentate, secondo l’annuncio, entro le 13 del giorno 5 marzo. Di sicuro, la storia di questo immobile avrebbe bisogno di un lieto fine, non fosse altro per il luogo scelto dalla società costruttrice. Rivalto, infatti, è una delle realtà più particolari dell’intera Alta Valdera.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il 6 marzo è fissato l’appuntamento nella sede del commercialista Alessandro Bagnoli, di Livorno, per l’ottavo incanto: il tentativo di vendere una proprietà che è più volte finita nelle pagine di cronaca giudiziaria e anche in quella di cronaca nera.
La Turmar, infatti, apparteneva a Giuseppe Doveri, finito al centro di un processo per una maxi frode fiscale da 20 milioni che a Livorno ha fatto storia, coinvolgendo anche la famosa villa Montebello.
Ma a La Canapaia, nel settembre 2016, c’è stato anche il ritrovamento del cadavere di un 25enne morto per una caduta. Originario di Barberino del Mugello, era arrivato a Pontedera da poco tempo per poi trasferirsi proprio in uno degli edifici del complesso turistico ricettivo. Venne trovato con una ferita alla testa in una delle stanze della struttura che si affaccia sulle colline nelle vicinanze di Chianni, sul versante che guarda a Terricciola.
Ora questo ennesimo tentativo di trovare un compratore di quello che doveva diventare il centro del turismo in Alta Valdera e che invece è abbandonato da anni senza che nessuno se ne sia mai interessato più di tanto. I sette incanti precedenti non hanno mai riscosso particolare successo. Ora il prezzo è ulteriormente sceso, nella speranza di ingolosire qualche investitore che possa vedere nel complesso un’opportunità di sviluppo e di rilancio per la struttura che avrebbe dovuto avere ben altro destino.
Nessun commento da parte di Alessandro Bagnoli su eventuali offerte già pervenute al suo ufficio riguardo a questa operazione. «Non posso fornire questo genere d’informazioni», ha detto il professionista. Nella descrizione dell’immobile, inserita nell’annuncio per l’asta si legge che «l’area circostante il complesso è costituita da zone a verde condominiale attrezzate con percorsi pavimentati, piscina in fase di costruzione, terrazze, locale autoclave, locale spogliatoio, docce».
Ora non resta che aspettare eventuali offerte che dovranno essere presentate, secondo l’annuncio, entro le 13 del giorno 5 marzo. Di sicuro, la storia di questo immobile avrebbe bisogno di un lieto fine, non fosse altro per il luogo scelto dalla società costruttrice. Rivalto, infatti, è una delle realtà più particolari dell’intera Alta Valdera.
Andreas Quirici
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