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La Fiom: «Tmm s’impegni a ridare un posto ai licenziati»

Presidio dei lavoratori Tmm in corso Matteotti
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Presidio dei lavoratori Tmm in corso Matteotti

Pontedera: il sindacato risponde al liquidatore, critico sulla scelta di creare una cooperativa. «La ditta perdeva un milione all’anno? Colpa della gestione non degli operai»

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PONTEDERA. Ha fatto molto arrabbiare la Fiom Cgil l’intervista rilasciata al Tirreno dal liquidatore della Tmm, Roberto Dell’Omodarme. Al sindacato non sono andati giù i termini «protesta politica» (riferendosi alla manifestazione fatta sotto le finestre degli uffici del professionista pisano per il mancato pagamento delle spettanze), «presidio illegale» (detto qualche tempo fa, dopo il primo blocco dei cancelli da parte degli operai nel giorno in cui un’azienda della zona era andata a ritirare materiale all’interno del capannone di viale Africa a Pontedera) e la frase «la cooperativa non può funzionare (in riferimento all’iniziativa per dare vita a un gruppo di lavoratori che provi a rilevare l’attività).

«Vorremmo capire cosa c’è di politico in una protesta di lavoratori licenziati che non si sono visti pagare le spettanze alle scadenze stabilite da uno specifico accordo sindacale sottoscritto tra le parti e direttamente con i singoli lavoratori – recita un comunicato dell Fiom – Il liquidatore di Tmm sostiene che da parte dei lavoratori e della Fiom Cgil è in atto un presidio illegale. Noi diciamo che di illegale in questa vicenda ci sono solo i comportamenti di Tmm che dalla sera alla mattina ha chiuso l’azienda con lucchetti e catene e che adesso pretende pure di non pagare i lavoratori a causa del presidio che stanno portando avanti». Il sindacato, in questo caso, tira in ballo la Costituzione e «la responsabilità sociale delle aziende. Dovrebbe, infatti, essere una responsabilità sociale di Tmm quella di garantire e facilitare ogni percorso teso a ridare lavoro a quelle persone sbattute fuori dall’impresa. Al contrario, in tutti questi mesi, da parte del liquidatore di Tmm si sono frapposti ostacoli di ogni tipo».

Poi c’è il capitolo della cooperativa, che vede Fiom in prima linea per provare a far decollare il progetto. Dell’Omodarme ha bocciato l’idea dicendo che «Tmm perdeva un milione di euro all’anno» e facendo intendere che quella non è la strada da percorrere. «Il liquidatore dovrebbe invece domandarsi come mai la Tmm perdeva quei soldi – si legge nella nota – Forse la colpa è degli operai? O, come pensiamo e sappiamo noi, la responsabilità stia tutta nella gestione dell’azienda. Deve essere chiaro, inoltre, che né i lavoratori né la Fiom stanno facendo azioni illegali, ma semplicemente, per dirla con le parole del presidente della Regione Enrico Rossi, “i lavoratori hanno tutto il diritto di tutelare il patrimonio dell’azienda da qualsiasi tentativo di svuotarla della produzione e dei macchinari, diminuendone così il valore”. Non è vero neppure che non ci siano degli interessamenti, perché oltre al progetto della cooperativa ci sono alcuni imprenditori che stanno vagliando la possibilità di rilevare l’azienda».

Nel comunicato della Fiom, poi, si spiega che «se svanissero le possibilità di una riapertura della fabbrica, i lavoratori lascerebbero il presidio. Ma in questa vicenda è l’intero territorio della Valdera che combatte insieme a noi per il diritto al lavoro e alla dignità delle persone».

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