Sicurezza
Anche i donatori ko per l’epidemia d'influenza, serve sangue
Pontedera, appello del responsabile del centro trasfusionale del Lotti: "Chi sta bene venga a dare il suo contributo"
PONTEDERA. L’epidemia di influenza non risparmia la Toscana. Anzi, la nostra Regione risulta essere tra le più colpite dall’epidemia. Numeri importanti, quelli relativi alla diffusione del virus influenzale, che, inevitabilmente, condizionano anche la donazione del sangue. Dimostrazione ne è il comunicato diramato nei giorni scorsi dal Centro nazionale sangue. Nel quale si evidenzia come «l’influenza abbia provocato una mancanza di sangue significativa, che ha provocato l’indisponibilità delle Regioni solitamente eccedentarie (tra cui, appunto, la Toscana) a compensare gli altri territori».
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La situazione in Valdera. In un simile scenario, però, Pontedera rappresenta una piccola oasi felice. «In generale - spiega il responsabile del centro trasfusionale del Lotti, il dottor Fabrizio Niglio - in Valdera non c’è un vero e proprio allarme influenzale». Il numero di donazioni di questa prima metà di gennaio, se confrontato con quello dell’anno scorso, risulta essere più o meno simile.
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«Grazie al lavoro capillare di Avis e Fratres - commenta Niglio - non si registrano sostanziali differenze tra le prime due settimane del nuovo anno e lo stesso periodo del 2017». Chiaro, però, come questi numeri siano al ribasso rispetto al resto dell’anno. Colpa, secondo Niglio, di una doppia dinamica. «Il primo mese dell’anno è tradizionalmente difficile - spiega - Per almeno due motivi: da un lato le ferie natalizie spingono molti donatori a contribuire, salvo poi non poter tornare per i tre mesi seguenti; dall’altro, appunto, la classica epidemia influenzale». L’appello del dottor Niglio, pur non assumendo i contorni di un’emergenza, è comunque forte: «Chi sta bene, o ha già superato i malanni di stagione, venga a donare». Del resto, come tiene a sottolineare, il virus dell’influenza tocca da vicino anche i pazienti. «Questi, già indeboliti per il loro stato di salute, abbisognano a maggior ragione di trasfusioni».
Nelle scuole. Coinvolgere sempre più persone è dunque l’obiettivo. Per questo, il progetto di dialogo con le scuole continua. «Nella giornata di mercoledì, insieme a Luigi Conti di Fratres e a Michela Ferrara di Avis - racconta il dottor Niglio - abbiamo incontrato gli studenti dell’Itis Marconi per spiegar loro l’importanza della donazione». Appuntamento che si ripeterà giovedì prossimo e sabato 3 febbraio. Gli studenti, inoltre, saranno il trait d’union tra giornalismo e cultura del dono. Le ragazze e i ragazzi delle scuole, infatti, sono invitati a elaborare un contributo, scritto o videografico, che sarà pubblicato sulle pagine (e sul sito) del Tirreno.
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Nuove iniziative. Nei primi giorni di febbraio, il dottor Fabrizio Niglio incontrerà i rappresentanti di Avis e Fratres per concordare, insieme alle associazioni, le migliori strategie per il 2018. Sul tavolo, numerose proposte per incrementare le donazioni e le provviste di sangue dell’ospedale pontederese. Tra queste, continuerà il consolidato programma delle domeniche doppie. Ovvero: la seconda e la quarta di ogni mese, il centro trasfusionale si aprirà a tutti i donatori durante la mattinata. A queste aperture domenicali, si aggiungerà anche l’ennesima giornata dedicata alla raccolta del plasma. «Nelle prossime settimane - spiega il responsabile del centro trasfusionale del Lotti - organizzeremo un nuovo Plasma Day, per favorire e stimolare la donazione». Molte le strade ancora da percorrere durante quest’anno per arrivare al traguardo finale. Sicuramente, la cultura del dono ha gettato i suoi semi.
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