Sicurezza
la scuola e la polemica sul gender
«Il progetto P.Oster rispetta le linee guida del ministero»
CASCINA. «La volontà dell’Osservatorio di prendere parola sull’offerta educativa lede in maniera profonda il perseguimento degli obiettivi alti della formazione pubblica, secondo quanto dettato dalla...
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CASCINA. «La volontà dell’Osservatorio di prendere parola sull’offerta educativa lede in maniera profonda il perseguimento degli obiettivi alti della formazione pubblica, secondo quanto dettato dalla Costituzione Italiana e dalla Repubblica. Invitiamo le scuole coinvolte a prendere una posizione forte in merito. Da parte nostra provvederemo a denunciare queste interferenze e gli ostacoli posti al progetto P.Oster al Ministero e all’Ufficio Scolastico Regionale».
È quanto afferma un gruppo di associazioni, tra cui One Billion Rising, Rete Educare alle Differenze, Casa della Donna, Nuovo Maschile, Arci Lesbica, etc. – contestando l’Osservatorio per le politiche della famiglia guidato da Valerio Lago.
«A Cascina qualcuno ha iniziato a chiamare l’educazione alle differenze, l’educazione al rispetto reciproco, le pari opportunità e i diritti umani con un altro nome: “ideologia gender” – si legge in una lettera – Un nome che non si capisce bene, che genera confusione prima ancora che paura. Incredulità: questa è la sensazione che abbiamo quando leggiamo le invettive lanciate dall’Osservatorio no gender di Cascina contro il progetto nelle scuole P.Oster, promosso dalla Società della Salute e finanziato dalla Regione Toscana. Un percorso di incontri rivolto ad insegnanti e alunni dedicato ai temi degli stereotipi di genere, per un’equa divisione dei lavori domestici, per il contrasto al bullismo e a ogni forma di violenza. Progetti come P.Oster sono sempre stati realizzati nelle scuole di ogni ordine e grado: non sono una novità dell’ultimo momento, ma affondano le radici nella cultura della pace, fanno riferimento ai valori della Nonviolenza e da anni sono inseriti nei programmi della scuola pubblica perché ritenuti indispensabili per formare le giovani generazioni verso la costruzione di una società in cui ad ogni persona è riconosciuta la giusta dignità. Questi percorsi educativi sono condotti in collaborazione da esperti esterni e insegnanti interni alla scuola».
«Pertanto – prosegue la lettera – anche in P.Oster i docenti possono testimoniare non solo i contenuti espressi, che nulla hanno a che fare con gli spauracchi dell’Osservatorio di Cascina, ma possono anche riferire le reazioni positive di bambini e ragazzi, che dimostrano per primi la necessità di questi progetti, esprimendo coinvolgimento, entusiasmo e grande voglia di mettersi in gioco. Il progetto P.Oster rispetta le linee guida del Miur su “La Buona Scuola”».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È quanto afferma un gruppo di associazioni, tra cui One Billion Rising, Rete Educare alle Differenze, Casa della Donna, Nuovo Maschile, Arci Lesbica, etc. – contestando l’Osservatorio per le politiche della famiglia guidato da Valerio Lago.
«A Cascina qualcuno ha iniziato a chiamare l’educazione alle differenze, l’educazione al rispetto reciproco, le pari opportunità e i diritti umani con un altro nome: “ideologia gender” – si legge in una lettera – Un nome che non si capisce bene, che genera confusione prima ancora che paura. Incredulità: questa è la sensazione che abbiamo quando leggiamo le invettive lanciate dall’Osservatorio no gender di Cascina contro il progetto nelle scuole P.Oster, promosso dalla Società della Salute e finanziato dalla Regione Toscana. Un percorso di incontri rivolto ad insegnanti e alunni dedicato ai temi degli stereotipi di genere, per un’equa divisione dei lavori domestici, per il contrasto al bullismo e a ogni forma di violenza. Progetti come P.Oster sono sempre stati realizzati nelle scuole di ogni ordine e grado: non sono una novità dell’ultimo momento, ma affondano le radici nella cultura della pace, fanno riferimento ai valori della Nonviolenza e da anni sono inseriti nei programmi della scuola pubblica perché ritenuti indispensabili per formare le giovani generazioni verso la costruzione di una società in cui ad ogni persona è riconosciuta la giusta dignità. Questi percorsi educativi sono condotti in collaborazione da esperti esterni e insegnanti interni alla scuola».
«Pertanto – prosegue la lettera – anche in P.Oster i docenti possono testimoniare non solo i contenuti espressi, che nulla hanno a che fare con gli spauracchi dell’Osservatorio di Cascina, ma possono anche riferire le reazioni positive di bambini e ragazzi, che dimostrano per primi la necessità di questi progetti, esprimendo coinvolgimento, entusiasmo e grande voglia di mettersi in gioco. Il progetto P.Oster rispetta le linee guida del Miur su “La Buona Scuola”».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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