Sicurezza
sabato e domenica visite nell’ex ospedale
Manicomio, presto il restauro dei graffiti di Oreste Nannetti
di Lara Loreti
VOLTERRA. Altri 18mila euro per restaurare la memoria. E strappare l’arte di “esser folli” all’oblio delle intemperie e dell’incuria. Cinquemila li ha già pronti il Comune, altri 13mila dovrebbero...
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VOLTERRA. Altri 18mila euro per restaurare la memoria. E strappare l’arte di “esser folli” all’oblio delle intemperie e dell’incuria. Cinquemila li ha già pronti il Comune, altri 13mila dovrebbero arrivare dalla Regione. All’ex manicomio di Volterra l’arte si misura in metri: i graffiti di Oreste Fernando Nannetti si estendono per 180 metri e 22 centimetri per due di altezza lungo le mura dell’ex ospedale psichiatrico.
Là dove il graffio sostiene il peso della vita, l’amministrazione e chi opera nel sociale (la onlus “Inclusione, graffi e parole” e l’associazione “I luoghi dell’abbandono”) scendono in campo per salvare quelle opere che Nannetti, in arte Nof4, incise nel corso di dieci anni, dal 1959 al’69, con la fibbia del panciotto. Una struttura che cade a pezzi, quella dell’ex manicomio, e che rischia portare con sé, nell’inferno del degrado, anche i deliri visionari del ex paziente-artista scomparso a Volterra nel 1994. La seconda tranche del restauro delle opere di Nannetti dovrebbe concretizzarsi entro l’anno. La prima parte – con un investimento di 20mila euro – era stata ultimata 4 anni fa. Ma ora più che mai l’amministrazione comunale sente l’urgenza di correre ai ripari per evitare che quel patrimonio artistico muoia: «Il graffito rischia di sbriciolarsi per sempre», è l’sos lanciato dal sindaco Marco Buselli.
Per sensibilizzare i cittadini al tema, la onlus “Inclusione, graffi e parole” e l’associazione “I luoghi dell’abbandono” a dicembre hanno siglato un accordo con l’Asl, proprietaria dell’immobile (400mila metri quadri, di cui 60mila di strutture e il resto giardini) per valorizzare il patrimonio culturale e artistico del museo Lombroso e dell’ex ospedale psichiatrico, a integrazione a protocollo già firmato nel 2011.
«Potremo così organizzare visite a cadenza costante», dice Andrea Trafeli, presidente della onlus. La prossima visita è fissata per sabato (una ogni ora) e domenica (ogni mezzora), dalle 10 alle 14. «Sarà possibile vedere tre padiglioni, i giardini, i luoghi abbandonati e i graffiti – spiega Trafeli – Poi con una navetta si andrà al cimitero e al museo». Questi ultimi aperti per l’occasione. «Il biglietto è di 15 euro – spiega Devis Vezzaro, presidente de I luoghi dell’abbandono – E una parte del contributo servirà per il restauro».
Là dove il graffio sostiene il peso della vita, l’amministrazione e chi opera nel sociale (la onlus “Inclusione, graffi e parole” e l’associazione “I luoghi dell’abbandono”) scendono in campo per salvare quelle opere che Nannetti, in arte Nof4, incise nel corso di dieci anni, dal 1959 al’69, con la fibbia del panciotto. Una struttura che cade a pezzi, quella dell’ex manicomio, e che rischia portare con sé, nell’inferno del degrado, anche i deliri visionari del ex paziente-artista scomparso a Volterra nel 1994. La seconda tranche del restauro delle opere di Nannetti dovrebbe concretizzarsi entro l’anno. La prima parte – con un investimento di 20mila euro – era stata ultimata 4 anni fa. Ma ora più che mai l’amministrazione comunale sente l’urgenza di correre ai ripari per evitare che quel patrimonio artistico muoia: «Il graffito rischia di sbriciolarsi per sempre», è l’sos lanciato dal sindaco Marco Buselli.
Per sensibilizzare i cittadini al tema, la onlus “Inclusione, graffi e parole” e l’associazione “I luoghi dell’abbandono” a dicembre hanno siglato un accordo con l’Asl, proprietaria dell’immobile (400mila metri quadri, di cui 60mila di strutture e il resto giardini) per valorizzare il patrimonio culturale e artistico del museo Lombroso e dell’ex ospedale psichiatrico, a integrazione a protocollo già firmato nel 2011.
«Potremo così organizzare visite a cadenza costante», dice Andrea Trafeli, presidente della onlus. La prossima visita è fissata per sabato (una ogni ora) e domenica (ogni mezzora), dalle 10 alle 14. «Sarà possibile vedere tre padiglioni, i giardini, i luoghi abbandonati e i graffiti – spiega Trafeli – Poi con una navetta si andrà al cimitero e al museo». Questi ultimi aperti per l’occasione. «Il biglietto è di 15 euro – spiega Devis Vezzaro, presidente de I luoghi dell’abbandono – E una parte del contributo servirà per il restauro».
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