Sicurezza
«Educazione gender camuffata»
L’Osservatorio per le politiche della famiglia scrive a Ministero e provveditorato
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CASCINA. Valerio Lago, presidente dell’Osservatorio per le politiche della famiglia del Comune di Cascina, ha presentato un esposto al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Pisa, al dirigente dell’Ufficio scolastico regionale della Toscana, al Ministero dell’istruzione, Università e Ricerca, di Roma segnalando la «presenza di programmi gender e Lgbt nelle scuole» di Cascina e Pisa. All’istituto comprensivo “Paolo Borsellino” Navacchio «senza nessuna previa informazione alle famiglie è stato attivato un progetto denominato: Po. ster svolto ad alunni della 3ª elementare e bloccato.
«Dopo quattro ore di lezione – dice Lago – delle quali sembra solo le prime due alla presenza dell’insegnante, alcuni genitori hanno appreso dai figli di tale attività e dei contenuti che, presentati come volti a combattere il bullismo e ad abbattere di stereotipi di genere, contenevano tutte le caratteristiche delle tematiche cosiddette gender, dal momento che apparivano univocamente diretti a negare ogni distinzione tra i sessi non puramente biologica».
«In un questionario – prosegue Lago– si chiedeva ai bambini di creare quelle stesse distinzioni di ruoli tra i sessi (da tempo ampiamente inesistenti nella vita di ogni giorno) per poi lamentare la presenza di stereotipi e pervenire a quella sorta di indifferentismo sessuale che caratterizza appunto il gender».
«La scuola – dice Lago – si pone in contrasto con le recenti linee guida nazionali della legge 107 del 2015 dove si ribadisce “che tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né le ideologie gender né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo. E dove ricorda che “le famiglie hanno il diritto, ma anche il dovere, di conoscere prima dell’iscrizione dei propri figli a scuola i contenuti del piano triennale dell’offerta formativa e, per la scuola secondaria, sottoscrivere formalmente il patto educativo». Infine, «non è stato raccolto il consenso informato delle famiglie pure necessario».
L’Osservatorio guidato da Valerio Lago segnala anche quanto avvenuto al liceo scientifico Dini di Pisa durante l’autogestione: «È stato consentito all’associazione Arcigay Pisa (fatto già al centro delle cronache locali) di tenere lezioni a circa 100 alunni su temi come “sessualità umana, malattie sessualmente trasmissibili e metodi anticoncezionali” e guidare un dibattito seguito alla visione del film Normal Heart, sulla diffusione dell’Aids a New York negli anni Ottanta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Dopo quattro ore di lezione – dice Lago – delle quali sembra solo le prime due alla presenza dell’insegnante, alcuni genitori hanno appreso dai figli di tale attività e dei contenuti che, presentati come volti a combattere il bullismo e ad abbattere di stereotipi di genere, contenevano tutte le caratteristiche delle tematiche cosiddette gender, dal momento che apparivano univocamente diretti a negare ogni distinzione tra i sessi non puramente biologica».
«In un questionario – prosegue Lago– si chiedeva ai bambini di creare quelle stesse distinzioni di ruoli tra i sessi (da tempo ampiamente inesistenti nella vita di ogni giorno) per poi lamentare la presenza di stereotipi e pervenire a quella sorta di indifferentismo sessuale che caratterizza appunto il gender».
«La scuola – dice Lago – si pone in contrasto con le recenti linee guida nazionali della legge 107 del 2015 dove si ribadisce “che tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né le ideologie gender né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo. E dove ricorda che “le famiglie hanno il diritto, ma anche il dovere, di conoscere prima dell’iscrizione dei propri figli a scuola i contenuti del piano triennale dell’offerta formativa e, per la scuola secondaria, sottoscrivere formalmente il patto educativo». Infine, «non è stato raccolto il consenso informato delle famiglie pure necessario».
L’Osservatorio guidato da Valerio Lago segnala anche quanto avvenuto al liceo scientifico Dini di Pisa durante l’autogestione: «È stato consentito all’associazione Arcigay Pisa (fatto già al centro delle cronache locali) di tenere lezioni a circa 100 alunni su temi come “sessualità umana, malattie sessualmente trasmissibili e metodi anticoncezionali” e guidare un dibattito seguito alla visione del film Normal Heart, sulla diffusione dell’Aids a New York negli anni Ottanta».
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