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Pontedera

Sparò colpi di pistola in strada: denunciato

Sparò colpi di pistola in strada: denunciato

L’episodio a Natale: identificato dai carabinieri un commerciante di Buti Aveva portato le armi a casa in Sardegna. Decisivi per l’indagine i testimoni

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BUTI. Un bicchiere di troppo per festeggiare il Natale e poi si era messo a sparare per la strada. Colpi ad altezza uomo. Solo un miracolo aveva impedito che non finisse in tragedia.

A distanza di pochi giorni dal grave fatto un commerciante di 42 anni, nato in provincia di Sassari ma residente a Buti, è stato denunciato dai carabinieri della stazione del paese e della compagnia di Pontedera per danneggiamento aggravato, porto abusivo di armi e omessa custodia. Infatti, i militari ritengono che sia stato il barista ad avere sparato due colpi di pistola per festeggiare la notte di Natale mentre era in una strada del centro, a due passi dalla piazza principale del paese. I due proiettili avevano infranto la persiana della camera da letto di un’abitazione vicina, conficcandosi in un peluche.

Il sequestro delle due ogive è stato il punto di partenza degli approfondimenti investigativi, a cui hanno fatto seguito gli interrogatori di alcuni testimoni e ulteriori accertamenti balistici svolti dai militari. Le indagini hanno permesso di individuare il commerciante al quale sono stati ritirati il porto d’armi e le armi in suo possesso, secondo quanto hanno spiegato i carabinieri. I quali hanno anche chiesto alla questura di avviare l’istruttoria per vietargli la detenzione di armi come previsto dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

A denunciare il fatto era stato Gabriele Berti che aveva pubblicato anche le foto dei danni causati dai proiettili.

«Abbiamo trovato il vetro della finestra di camera e il motore del condizionatore rotti. Qualcuno ha sparato due colpi dalla strada in direzione della casa. Sono rimasto scioccato dall’accaduto. Adesso a Buti c’è chi va in giro armato e spara verso le abitazioni», si era sfogato il cittadino. Un proiettile era finito in un peluche. «Se fossimo stati in casa non so cosa sarebbe potuto accadere oltre allo spavento. Come si può permettere che accadano certe cose? Che questa vicenda apra gli occhi e non possa mai più accadere né a me, né alla mia famiglia, né ad altri».

Già due giorni dopo i carabinieri avevano un’idea di chi potesse aver sparato. Nel frattempo il barista aveva trasportato le armi di proprietà – ha anche dei fucili – a casa sua in Sardegna. Ma questo non gli ha evitato la perquisizione domiciliare e il ritiro delle armi, sebbene la pistola che ha usato per sparare non sia stata ancora trovata.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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