La notte bianca del liceo fa rivivere gli autori classici
I ragazzi hanno dato vita a letture sceniche e altre iniziative dimostrando il legame tra la loro scuola e la modernità
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VOLTERRA. Successo per la “Notte nazionale del liceo classico” all’istituto “G. Carducci” di Volterra: una festa del liceo classico a livello nazionale, giunta con grande successo alla sua quarta edizione. L’evento, a cui ha collaborato anche il regista e insegnante di dizione Simone Migliorini, c’è stato venerdì in contemporanea con i licei classici d’Italia aderenti all’iniziativa.
Ecco i momenti più significativi: al Museo Guarnacci, letture sceniche fatte dagli studenti dando voce a Mario Guarnacci e alle sue fonti di autori greci e latini. Quindi, alle 18, apertura ufficiale della festa a scuola, nella sede centrale dell’Iis “G. Carducci”, in contemporanea ed in collegamento con gli altri licei d’Italia, con video e lettura di un testo in comune; a seguire varie attività: rappresentazione “Ma la voce resta” , spettacolo di musica, poesia, danza realizzato dagli studenti del liceo classico; alle 20-20, 30 inizio del buffet; a seguire letture di classici, canto e musica; alle 24 chiusura dell’evento unitamente ai licei classici della rete, con lettura in contemporanea di un unico testo.
«Il successo dell’iniziativa – spiega la professoressa Nara Pistolesi – testimonia il rapporto profondo tra “liceo classico” e “modernità”: la scuola che tradizionalmente fa venire in mente tanta fatica, uno studio di cose “antiche” di cui spesso non si capiscono le ragioni, rivela il suo profondo rapporto con la contemporaneità, tanto da creare entusiasmo tra gli studenti, pronti a fare festa per la loro scuola, a impegnarsi in attività che richiedono tempo anche oltre l’orario curricolare».
«La “notte bianca” del liceo classico – prosegue Pistolesi – è stata anche un’occasione importante per far vedere all’esterno la ricchezza delle attività che vengono attuate in questo percorso formativo: non uno studio di cose antiche e non più attuali, ma al contrario riflessione, creatività, una comprensione profonda delle radici del nostro tempo che ci aiuta a capire meglio chi siamo, la nostra storia, i nostri valori, le nostre emozioni, i nostri sentimenti. È questa l’essenza della classicità: la capacità di essere viva e attuale e di offrirci strumenti fondamentali per essere veramente cittadini del nostro tempo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Ecco i momenti più significativi: al Museo Guarnacci, letture sceniche fatte dagli studenti dando voce a Mario Guarnacci e alle sue fonti di autori greci e latini. Quindi, alle 18, apertura ufficiale della festa a scuola, nella sede centrale dell’Iis “G. Carducci”, in contemporanea ed in collegamento con gli altri licei d’Italia, con video e lettura di un testo in comune; a seguire varie attività: rappresentazione “Ma la voce resta” , spettacolo di musica, poesia, danza realizzato dagli studenti del liceo classico; alle 20-20, 30 inizio del buffet; a seguire letture di classici, canto e musica; alle 24 chiusura dell’evento unitamente ai licei classici della rete, con lettura in contemporanea di un unico testo.
«Il successo dell’iniziativa – spiega la professoressa Nara Pistolesi – testimonia il rapporto profondo tra “liceo classico” e “modernità”: la scuola che tradizionalmente fa venire in mente tanta fatica, uno studio di cose “antiche” di cui spesso non si capiscono le ragioni, rivela il suo profondo rapporto con la contemporaneità, tanto da creare entusiasmo tra gli studenti, pronti a fare festa per la loro scuola, a impegnarsi in attività che richiedono tempo anche oltre l’orario curricolare».
«La “notte bianca” del liceo classico – prosegue Pistolesi – è stata anche un’occasione importante per far vedere all’esterno la ricchezza delle attività che vengono attuate in questo percorso formativo: non uno studio di cose antiche e non più attuali, ma al contrario riflessione, creatività, una comprensione profonda delle radici del nostro tempo che ci aiuta a capire meglio chi siamo, la nostra storia, i nostri valori, le nostre emozioni, i nostri sentimenti. È questa l’essenza della classicità: la capacità di essere viva e attuale e di offrirci strumenti fondamentali per essere veramente cittadini del nostro tempo».
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