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Ascensione vuole togliersi il titolo di contrada “nonna”

Ascensione vuole togliersi il titolo di contrada “nonna”

Palio di Buti: è quella che non vince da più tempo e per riscattarsi punta su Cristiano Di Stasio, fantino romano che ha avuto successi negli ippodromi

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BUTI. Si può diventare “nonna” dopo soli 13 anni? Sì se tutte le contrade che non vincono da più tempo portano a casa il cencio nel giro di poco tempo. Proprio quello che è successo al Palio di Buti, dove il trionfo della Croce nel 2017 ha consegnato all’Ascensione la cuffia di “nonna”, cioè la contrada che non vince da più tempo (precisamente dal 2005). Prima dei rossoneri erano stati San Rocco (2013) e San Michele (2015) a spezzare il lungo digiuno.

Quest’anno Ascensione vuole liberarsi subito del titolo ingombrante, puntando su un fantino di fiducia e un cavallo che in molti ritengono adatto a Buti. Jacopo Mannucci, al secondo anno da capocontrada, punta ancora su Cristiano Di Stasio. Il fantino romano, 29 anni, è sempre riuscito ad arrivare in finale nelle tre partecipazioni al Palio di Buti: due volte con La Croce e una con Ascensione, mentre il suo 2017 è stato condizionato dal brutto infortunio alla tratta di agosto del Palio di Siena. Quest’anno Di Stasio cerca la vittoria per ritagliarsi uno spazio importante anche nel mondo dei palii, dopo i tanti successi in ippodromo. Al posto di Qui Pro Quo stavolta monterà Umatilla, un baio femmina di 5 anni che ha impressionato all’ultimo Palio di Asti e può dire la sua anche in un percorso come Buti. Starà a questa accoppiata riportare alla vittoria i colori neroverdi.

La prima è arrivata nel 1989, con Guido Tommasucci detto “Bonito” in sella a Ventorro, poi nel 1993 con Vincenzo Foglia su Capuleto e nel 2000, con Gaetano La Russa detto “Il Maligno” su Chen Damy. Infine, la doppietta del 2004– 2005, conquistata prima con Virginio Zedde su Addinwattwattrashid, e l’anno dopo grazie a Roberto Filippini, in sella allo stesso cavallo, di proprietà di alcuni contradaioli.

In tema di sagre, quella di Ascensione è dedicata al cinghiale, e si svolge in agosto al Parco della Fornace a Fornacette. Ma la vera festa per i neroverdi si tiene a maggio, in occasione delle celebrazioni per l’Ascensione di Gesù. Nella domenica che precede la Pentecoste viene celebrata la messa nella chiesa di Santa Maria delle Nevi. Una splendida pieve romanica costruita tra l’XI e il XII secolo, compresa nell’antico castello di Panicale che sorgeva lungo il corso del rio Magno. Il nome deriverebbe dal termine greco “pan kalon”, che significa “dove tutto è bello”.

Lorenzo Lazzerini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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