Il Tirreno

Pontedera

Prescrizione per l’imprenditore Alberto Rocchi

La sentenza di condanna sarebbe stata da annullare con il rinvio per un nuovo processo in appello. La prescrizione ha rimosso ogni residuo processuale estinguendo il reato. È l’esito del ricorso in...

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La sentenza di condanna sarebbe stata da annullare con il rinvio per un nuovo processo in appello. La prescrizione ha rimosso ogni residuo processuale estinguendo il reato. È l’esito del ricorso in Cassazione presentato da Alberto Rocchi, 47 anni, di Cascina, difeso dal professor Enrico Marzaduri.

Rocchi, imprenditore, già consigliere comunale, nel giugno 2013 era stato condannato a 4 anni e 2 mesi per violazione di sigilli. Nel maggio 2016 la Corte d’Appello aveva riformato la sentenza, riconoscendo diversi capi di imputazione prescritti, in 3 anni e 6 mesi. Il professor Marzaduri aveva impugnato il verdetto contestando l’estensione dei verbali di sequestro disposti dal gip e dalla Procura nel dicembre 2006 e nel febbraio 2007. Non c’era, insomma, l’indicazione precisa delle aree sottoposte a sigilli. L’altro motivo del ricorso puntava sulla «carenza dell'elemento soggettivo del delitto in contestazione». Per l’avvocato, Rocchi non voleva violare i sigilli visto che era stato nominato custode giudiziale. La storia riguarda il sequestro dell’intera area in via dei Piastroni in golena d'Arno a Cascina dove c’erano cumuli di rifiuti e attrezzature da cantiere. A distanza di quasi 11 anni dai fatti la prescrizione annulla la condanna ed estingue il reato. (p.b.)



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