Sicurezza
prescrizioni e vacanze pagate
Latte e pediatri, il pm vuole la condanna per due medici
CASCINA. Due richieste di condanna e una proposta di patteggiamento.Piccoli progressi nei tempi dell’inchiesta “Medici low cost” ancora in fase di udienza preliminare davanti al gup Pietro Murano. L’a...
2 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. Due richieste di condanna e una proposta di patteggiamento.
Piccoli progressi nei tempi dell’inchiesta “Medici low cost” ancora in fase di udienza preliminare davanti al gup Pietro Murano.
L’aggiornamento su un’indagine che nel novembre 2014 portò agli arresti di pediatri per corruzione ieri ha vissuto un primo passaggio significativo.
Quello della richiesta di condanna da parte del pm Giovanni Porpora nei confronti di due medici che hanno fatto ricorso al rito abbreviato.
Per Maurizio Petri, 65 anni, pediatra di Cascina è stata chiesta una condanna a 3 anni, mentre per Claudio Ghionzoli, 64 anni, residente a Pisa (ambulatorio a Cascina) la pena invocata è stata di 2 anni e 8 mesi.
Assistiti dall’avvocato Stefano Ercoli, la posizione di entrambi verrà discussa nell’udienza del 12 marzo con la probabile sentenza.
L’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio ha formalizzato il patteggiamento per Dario Boldrini, ex informatore, 34 anni, di Pisa.
Dalle 10,30 fino alle 15 sono state discusse le richieste di rinvio a giudizio di sei imputati: l’informatore Michele Masini, dirigente dell'azienda farmaceutica Dmf, 51 anni, residente a Limbiate (Monza Brianza); il pediatra Gian Piero Cassano, 66 anni, residente a Lido di Camaiore, pediatra con ambulatorio a Viareggio, difeso dal professor Enrico Marzaduri; Elena Bacciardi, all'epoca impiegata della "Berlina Viaggi", assistita dall’avvocato Serena Caputo; i medici Alberto Colombini e Giovanni Lenzi di Grosseto; Renato Domenico Cicchiello, 67 anni, di Livorno, pediatra.
Prossima udienza il 26 gennaio e poi ancora il 12 marzo per le posizioni degli altri 12 imputati.
A marzo il gup deciderà sulle richieste di condanna e di rinvio a giudizio.
Per l'accusa i pediatri convenzionati con l'Asl (incaricati di pubblico servizio) spingevano le neo mamme all'acquisto di certi prodotti di latte in polvere ottenendo benefici dalle aziende che li commercializzavano.
Utilità dal valore direttamente proporzionale al volume d'affari generato grazie alle segnalazioni interessate.
Per la Procura - indagini del Nas di Livorno - non c'era un passaggio di denaro diretto. Erano le vacanze pagate, o regali tecnologici, il mezzo cui facevano ricorso le aziende per accattivarsi la benevolenza dei medici.
(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Piccoli progressi nei tempi dell’inchiesta “Medici low cost” ancora in fase di udienza preliminare davanti al gup Pietro Murano.
L’aggiornamento su un’indagine che nel novembre 2014 portò agli arresti di pediatri per corruzione ieri ha vissuto un primo passaggio significativo.
Quello della richiesta di condanna da parte del pm Giovanni Porpora nei confronti di due medici che hanno fatto ricorso al rito abbreviato.
Per Maurizio Petri, 65 anni, pediatra di Cascina è stata chiesta una condanna a 3 anni, mentre per Claudio Ghionzoli, 64 anni, residente a Pisa (ambulatorio a Cascina) la pena invocata è stata di 2 anni e 8 mesi.
Assistiti dall’avvocato Stefano Ercoli, la posizione di entrambi verrà discussa nell’udienza del 12 marzo con la probabile sentenza.
L’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio ha formalizzato il patteggiamento per Dario Boldrini, ex informatore, 34 anni, di Pisa.
Dalle 10,30 fino alle 15 sono state discusse le richieste di rinvio a giudizio di sei imputati: l’informatore Michele Masini, dirigente dell'azienda farmaceutica Dmf, 51 anni, residente a Limbiate (Monza Brianza); il pediatra Gian Piero Cassano, 66 anni, residente a Lido di Camaiore, pediatra con ambulatorio a Viareggio, difeso dal professor Enrico Marzaduri; Elena Bacciardi, all'epoca impiegata della "Berlina Viaggi", assistita dall’avvocato Serena Caputo; i medici Alberto Colombini e Giovanni Lenzi di Grosseto; Renato Domenico Cicchiello, 67 anni, di Livorno, pediatra.
Prossima udienza il 26 gennaio e poi ancora il 12 marzo per le posizioni degli altri 12 imputati.
A marzo il gup deciderà sulle richieste di condanna e di rinvio a giudizio.
Per l'accusa i pediatri convenzionati con l'Asl (incaricati di pubblico servizio) spingevano le neo mamme all'acquisto di certi prodotti di latte in polvere ottenendo benefici dalle aziende che li commercializzavano.
Utilità dal valore direttamente proporzionale al volume d'affari generato grazie alle segnalazioni interessate.
Per la Procura - indagini del Nas di Livorno - non c'era un passaggio di denaro diretto. Erano le vacanze pagate, o regali tecnologici, il mezzo cui facevano ricorso le aziende per accattivarsi la benevolenza dei medici.
(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google