Il Tirreno

Pontedera

Deposito di rifiuti, scatta il sequestro

di Sabrina Chiellini
Deposito di rifiuti, scatta il sequestro

La polizia municipale mette i sigilli a un’area di circa novemila metri quadrati, trovate 40 tonnellate di stracci

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CASCINA. Una montagna di rifiuti speciali, scarti delle lavorazioni tessili, ammassati in maniera illecita e quindi senza alcuna autorizzazione, è stata scoperta dalla polizia municipale a Navacchio che ha denunciato per reati ambientali due persone e sequestrato un’area di circa 9mila metri quadrati, oltre a circa 40 tonnellate di rifiuti. Il sequestro, effettuato l’altro giorno alla presenza dei vigili del fuoco e dell’Arpat, deve ora essere convalidato.

Ma quello che è stato scoperto, oltre ad essere una grave ferita per l’ambiente, avrebbe rappresentato anche un grosso rischio nel caso l’area fosse stata interessata da un incendio. La quantità di rifiuti trovata fa pensare che fosse stata messa su un’attività illecita per lo stoccaggio e lo smaltimento degli “stracci” che potrebbe provenire dall’area pratese, anche se su questo dovranno essere svolti altri accertamenti. Un business redditizio. L’azienda finita sotto inchiesta probabilmente si è “inventata” un lavoro senza chiedere le necessarie autorizzazioni.

L’area sequestrata è in una zona agricola. All’interno è stato realizzato un deposito per lo smaltimento dei rifiuti, in maggior parte provenienti dall’industria tessile per oltre 40 tonnellate. Rifiuti ammassati in barba a ogni genere di autorizzazione. Rifiuti di materiali da confezione, di indumenti tessili, di fibre naturali e sintetiche sia gettati nel cortile esterno al magazzino che raccolti in grassi sacchi neri dell’immondizia. Molti di questi sacchi, lasciati alle intemperie, si sono rotti con rilascio di stracci e rifiuti vari sul suolo e questo potrebbe creare seri rischi di inquinamento per il grande appezzamento di terreno. L’area risulta di proprietà della società Pegaso srl, che fa riferimento a Gabriele Maltinti, mentre l’attività di stoccaggio è affidata alla ditta Cascina Servizi e recupero srl, di cui risulta amministratore Roberto Saladin, anche se quest’ultimo non ha saputo dare spiegazioni sulla provenienza di quei materiali. L’azienda è subentrata ad un’altra che era stata autorizzata a smaltire materiali inerti. Per la proprietà del terreno e per la società “Cascina servizi” c’è ora una denuncia per gestione illecita di rifiuti speciali. Il Comune dovrà adottare provvedimenti per chiedere il ripristino dell’area e lo smaltimento dei rifiuti. Se le società interessate non interverranno subentrerà il Comune con costi elevati. Gli inquirenti stanno cercando di capire se dietro alla vicenda ci siano gli interessi di qualcuno che ha utilizzato dei prestanome per mettere in piedi questa attività illecita che non ha precedenti nel territorio di Cascina. In passato c’erano stati problemi simili nell’ansa dell’Arno, ma con rifiuti di diversa natura e non con quantitativi così rilevanti come quelli che si vedono arrivando dalla superstrada.

«Fortunatamente siamo intervenuti tempestivamente per evitare un potenziale disastro ambientale – dice la sindaca Susanna Ceccardi che, insieme al capo di gabinetto, Andrea Recaldin, ha seguito le operazioni - Sotto quelle cataste non sappiamo cosa ci possa essere, forse altri materiali. Se si fosse scatenato un incendio si sarebbero potuti sprigionare nell'aria gas tossici molto dannosi per la salute dei cittadini. Ringrazio i vigili urbani i vigili del fuoco e l’Arpat per il lavoro svolto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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